Intervista

Intervista a Sandiego

Vera scoperta della città meneghina. I Magazzini Generali sono stati la sua culla, ora cammina da solo: lo si nota e lo si sente

La tua formazione musicale?
"Sono stato grande fan di Michael Jackson da ragazzino, una mezza mania, poi mi ha fulminato l'hip hop e e il funk. Da allora non ho più smesso di stare in mezzo alla musica. Tutti i giorni della mia vita."

Hai uno studio di registrazione e hai prodotto degli album.
"E' un home studio, ma c'è tutto il necessario per produrre quello che mi serve. Gli album migliori che abbia mai prodotto: 16 punti di sutura con Microspasmi e My Politix of Dancing come Diego Montinaro. Due grandi amori, lavorati male dalle case discografiche, e che, in altri tempi e con una diversa esposizione, si sarebbero imposti molto di più."

Cosa pensi dell'elettronica in Italia e a Milano?
"Gli Italiani sono pigri e gelosi tra loro, con un po' più di aggregazione e senso comune si potrebbe ricreare una scena come la si trova in Spagna o anche solo a Napoli con la techno partenopea. Qui a Milano c’è poco, tranne qualche raro esempio (parlo di produttori). In generale trovo sarebbe importante avere un suono più caratterizzante, inizio a non sopportare più il filone "pentole/pentoline /Mondialcasa della Minimal."

La tua esperienza ai Magazzini Generali? 
"E' stata la mia prima grossa esposizione al pubblico. In una console, un grande club, storico e pieno d'atmosfera, l'unico milanese con profilo internazionale. E' sempre un piacere mettere i dischi su quel palcoscenico."

A quali personaggi o gruppi ti sei ispirato? Quali hai amato molto nella tua crescita musicale?
"Gangstarr, A tribe Called Quest, Kraftwerk, Bob James e mille altri."

C'è un luogo o un locale a Milano o in Italia in cui non hai mai suonato e dentro il quale ti piacerebbe mettere la tua consolle? 
"Si, nel mio club, se mai ne avrò uno tutto mio." (ride)

La tua più grossa soddisfazione negli ultimi anni?
"Sicuramente la nascita di People Production e l'avere inventato quello splendido fenomeno che è diventato Il Sottomarino Giallo. Lo abbiamo visto nell'estate del 2006. Capito la genialità del posto, lo abbiamo preso. Abbiamo contattato i DjxSignora e li abbiamo messi al venerdì. Di seguito ho iniziato anche a curare la parte artistica inserendo a spot serate con Opposti Concordi, e soprattutto i mensili di giovedi Reset e Yeah. Una bella soddisfazione trasformare uno storico locale milanese che aveva perso il suo smalto in uno dei club alternativi ed avanguardia  più interessanti d'Italia." 

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