Intervista all'hair stylist Renato Picassi

Intervista a Renato Picassi

Quando la testa segue l'onda della naturalezza

Lui taglia i capelli. Ma contribuisce a non abbattere gli alberi. Pettina le dive. Ma si mette sempre in discussione. È Renato Picassi: classe 1969, londinese di nascita, milanese d'adozione e parrucchiere di professione: nell'oasi Spy Hair, in zona Moscova. Un artista che, da oltre vent'anni, usa con sapienza forbici e spazzola, seguendo la filosofia dell'ecologia. Tant'è che il suo è uno dei Saloni a Impatto Zero, progetto sostenuto da un'eco-maison cosmetica come Davines. Azienda che si nutre di energie rinnovabili e che, ogni anno, in collaborazione con LifeGate, compensa le emissioni di carbonio prodotte dagli hair stylist, investendo in piani di riforestazione. Della serie, quando il capello sublima in modello di sostenibilità ambientale.

Un natural mood che Renato riesce a trasferire anche sulle (e nelle) teste degli altri. In uno spazio minimalista, dove la resina sposa specchi enormi (per guardarsi meglio!), mensole create con assi da ponteggio e materiali riciclati. Mentre le sedute sono firmate dal designer Philippe Starck per Maletti e i lavaggi sono dotati di poltrone con massaggio shiatsu. Per un momento di relax.

"A proposito di naturalezza, adoro anche mixare cibo e bellezza", dichiara Picassi, scrutando la mia chioma arruffata. "L'anno scorso ho servito il gelato nei vasetti delle creme". Riferendosi ai trasparenti, biodegradabili e riutilizzabili (in freezer e in microonde) packaging della linea Essential Haircare by Davines. Occhieggiante dagli scaffali.

Renato, perché hai deciso di intraprendere questo mestiere?
"Diciamo che ho i capelli nel sangue. Mia nonna faceva la parrucchiera in casa. E mi stupiva vedere le donne trasformarsi da normali a celebrities. Così, dopo le scuole medie, mi sono iscritto a un istituto di formazione per acconciatori. E poi ho lavorato per I Nespola, Contaldo e Rubertelli. Fra Milano, Courmayeur e Porto Cervo.

E di Spy Hair che mi dici?
"È nato nel 1999 grazie alla collaborazione con il fashion editor Leonardo Caligiuri. Stavamo cercando un nome alternativo e un po' grintoso per il negozio di via Palermo. E sfogliando la rivista Vogue Inghilterra abbiamo notato la rubrica Spy. Da cui Spy Hair. Perché io sono la spia del capello. Nel senso che lo osservo e cerco di capirlo. Creando un'acconciatura che si ben si adatta alla persona. Senza badare alle mode. Ma solo a chi ho di fronte".

Quindi, cos'è per te un taglio ecosostenibile?
"È un taglio che rispetta l'armonia e l'equilibrio dell'individuo. E che è anche facile da gestire da soli, a casa. Un caschetto, per esempio, mal si abbina a un viso rotondo. Bisogna sempre ragionare in una prospettiva generale. Infatti nel mio negozio ci sono specchi giganti".

E quali sono le tendenze per l'estate?
"I tagli semplici, comodi e piuttosto corti. Così, se sei al mare non devi usare il phon. Evitando di sprecare corrente elettrica. Se, invece, si desidera tenere i capelli lunghi, l'importante è che si possano raccogliere. Anche con un elastico. Le teste belle non sono mai elaborate".

Dunque, la bellezza può essere sostenibile?
"Indubbiamente. Una donna bella è una donna naturale. Che svela una perfetta corrispondenza fra la sua età e il suo aspetto. Non amo le rifatte".

E il colore?
"Mi sento forte sul colore. Anzi, ti dirò di più. Il taglio viene definito dal colore. Che non deve mai stravolgere, ma rispettare le caratteristiche somatiche della persona. Io mi affido alla linea Mask Color di Davines, capace di nutrire i capelli grazie alle proteine del latte. Anche la polvere decolorante è straordinaria. La utilizzo per lo shatush, una tecnica che garantisce l'effetto dei colpi di sole in modo molto naturale. Simile a quello che si ottiene dopo una vacanza al mare".

Insomma, sempre alla naturalità si torna. A proposito, quali sono i tuoi accorgimenti per ridurre gli sprechi energetici?
"Anzitutto faccio la raccolta differenziata. Preferisco le piastre al phon, perché sono veloci e consumano meno. E uso le vestagliette monouso. Così non le devo lavare e stirare. Inoltre, utilizzo acqua tiepida, e non bollente, per sciacquare i capelli. Senza dimenticare l'attenzione ai prezzi. Che devono essere sostenibili. Shampoo e piega ruotano intorno ai 22 Euro".

Parteciperai alla prossima Giornata della Bellezza Sostenibile, lunedì 6 febbraio 2012?
"Certo. Offrirò una piega o un taglio e la cliente potrà liberamente devolvere una quota per l'azione a Impatto Zero siglata da LifeGate. Ovvero, la creazione e la tutela delle aree boschive del Parco del Ticino. Inoltre, la prima e l'ultima settimana di agosto, aderirò a un'iniziativa del Comune di Milano, che invita ad aiutare chi è in difficoltà economica. In pratica, le vecchiette con la pensione minima che verranno da me non pagheranno alcunché".

E la prossima mossa eco?
"Seguire un progetto di arredo urmano a basso impatto ambientale, firmato dal'architetto Paolo Caputo. Si tratta di moduli in ferro, vetro e corian pensati per essere montati, smontati e trasferiti da un luogo all'altro. Io seguirò la parte commerciale. E chissà che non nasca il primo salone di bellezza al mondo in un container chic".

Mentre parla, Renato mi mostra alcune fotografie di celebrità da lui acconciate: Valeria Golino, Susan Sarandon e Nina Moric. Poi, entra Dalila Di Lazzaro: occhiali scuri, tenuta sportiva e capelli raccolti morbidamente. Bellezza vuol dir davvero naturalezza.

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