Intervista a Patrizio Di Diodato e Giulia Consoli

Aspettando "Divina Commedia - Inferno" e "Cantica II - Purgatorio" agli Arcimboldi, parliamo con due danzatori di questo progetto teatrale

In Italia il teatro vive tremende sbandate, ma ogni tanto spuntano fuori progetti capaci di sorprenderti. Dal prossimo 3 maggio sbarcano al Teatro degli Arcimboldi due spettacoli, Inferno e Cantica II, che rileggono l'universo dantesco in una visione emozionante tra danza e suoni e che noi già abbiamo visto in anteprima. Emiliano Pellisari, deus ex machina dei due allestimenti, picchia duro contro i tagli ingiusti nello spettacolo e tiene a precisare: "Noi siamo un gruppo teatrale indipendente e non ci alimentiamo di assistenzialismo. E se l'arte è destinata ad essere frutto di un'intuizione, noi seguiamo tali orme perché in questo doppio spettacolo non c'è alcun fine pedagogico". Realizzato in collaborazione con il teatro Mancinelli di Orvieto, Inferno e Purgatorio vedono in scena sei giovani danzatori pronti a dimostrare il loro talento. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Patrizio Di Diodato e Giulia Consoli, due fuoriclasse di questo gruppo molto affiatato.

In Italia conta ancora molto il nome in cartellone. E la bravura effettiva?

Patrizio: "Le capacità dovrebbero essere la chiave di tutto, ma purtroppo non è sempre così. Ci sono alcune performance che talvolta lasciano a desiderare. Tuttavia gli ostacoli sono tanti, ma a lungo andare la bravura paga, mentre la poca sostanza presto o tardi decade".

Essere giovani vi penalizza?

Giulia: "Siamo giovani, ma non per questo poco maturi. E se c'è la bravura dei danzatori, in uno spettacolo si riesce sempre a farsi valere".

Viviamo in un modo artefatto di parole e immagini, ovunque. I movimenti del corpo possono davvero aiutarci a riscoprire la scena dimenticata?

Giulia: "Il corpo in movimento offre una prospettiva di lettura totalmente diversa rispetto alle immagini e alle parole. Mi auguro che il movimento del corpo con le sue tante sfaccettature sia rivalutato una volta per tutte...".
Patrizio: "E poi mettiamo al bando i pregiudizi del pubblico. Conta anche con quali occhi e con quale stato d'animo ci si siede su quelle poltroncine".

Quale consiglio dareste ad un vostro coetano che vuole fare questo mestiere meraviglioso e complicato?

Patrizio: "Crederci con costanza, fino all'ultimo, senza abbattersi mai".
Giulia: "Io aggiungerei anche una buona dose di determinazione, disciplina e passione infinita. Non va lasciata a casa una forte autostima perché, essendo un ambiente difficile, può capitare di incontrare persone pronte ad ostacolarti in qualsiasi occasione".

I tagli allo spettacolo offuscano i sogni di molti. Quali sono i vostri e dove li tenete chiusi?

Patrizio: "Continuare a calcare il palcoscenico, migliorandoci sempre. Certo è che se non ne avessimo mai avuti, a quest'ora faremmo tutt'altro. Invece si continua a fantasticare in gran segreto...".
Giulia: "I sogni vanno tenuti stretti nel cuore ed è da lì che trovi l'ispirazione e la forza per poter superare le barriere che man mano devi affrontare".
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