Intervista

Intervista a Patrizia Milani

L'universo femminile a teatro, la magia di un copione, l'intensità di una battuta, la finzione dietro la maschera della realtà

E' stimolante scambiare quattro chiacchiere con un'attrice brava e raffinata come Patrizia Milani per parlare dell'universo femminile. La abbiamo incontrata in occasione dei due atti unici "Gassosa e Musica a richiesta", che hanno da poco lasciato il palco del teatro Libero per continuare a girare l'Italia.

Quale posizione ricopre il gentil sesso in questo doppio spettacolo?
"Protagoniste di questi due atti unici sono due donne, due donne comuni, come tante nella nostra società, due emblemi della disperazione urbana. Hanno esperienze di vita diverse, e diverse sono le modalità di reagire e raccontare; la prima è una donna che dice tutto, quello che pensa e quello che ha pensato, è un fiume di parole in libertà; la seconda è l'immagine di una disperazione interiore, di una lacerazione talmente profonda e personale che non necessità di parole per descriverla, gli alienanti gesti della vita quotidiana da soli bastano per urlare il dolore".

Quale ruolo ha oggi la donna nel teatro?
"Il ruolo della donna nel teatro di oggi è estremamente difficoltoso; da una parte dovrebbe essere la persona più adeguata per sensibilità a svolgere il lavoro dell'attore, dall'altra si trova a lottare contro un'esiguità effettiva dei ruoli femminili nella drammaturgia".

Tra tutti i personaggi che ha interpretato, quali sono quelli che hanno apportato delle modifiche alla sua vita?
"In realtà la bravura di un attore è quella  di avvicinarsi al personaggio senza esserne coinvolto completamente; atteggiamento importante è non avere il timore di affrontare ruoli lontani dalla propria realtà perché proprio in questi si ha la possibilità di liberare una maggiore creatività".

Quando si trova dinanzi ad un copione, quale atteggiamento assume per entrare nell'atmosfera?
Il primo passo è quello di cercare dentro di me emozioni che mi avvicinano al personaggio; il passo successivo è trovare il giusto registro (vocalità e gestualità) per rappresentarlo a pieno. La sfida di creare il personaggio e la soddisfazione di averlo fatto al massimo delle possibilità appaga a pieno l'ego dell'attore".

Ha ottenuto numerosi premi. Che effetto le fanno i trofei?
"Gli attori sono persone molto egocentriche, amano sentire l'affetto e l'apprezzamento di critica e pubblico; i premi sono la concretizzazione di tutto questo, quindi hanno il potere di ricaricare".

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