Intervista

Intervista a Nicolò Carnesi

Carico ergo sum: il web, valido alleato per la promozione della musica

È un sabato mattina. Telefono a Nicolò Carnesi. Nonostante l'ora tarda, forse lo sveglio. Ops! "Il tour è ricco di date e anche ieri sera abbiamo fatto notte fonda", ci racconta il giovane cantautore palermitano. Carnesi! Chi è costui? È un artista che ha da poco debuttato con l'album Gli eroi non escono il sabato (Disastro Records/Malintenti Dischi). Un mix di folk-rock, new wave e flower pop. Dopo averlo presentato in anteprima lo scorso febbraio al Mi Ami Ancora, è atteso sul palco del Magnolia in occasione dell'ottava edizione del Mi Ami. Ventiquattro anni, studia all'Accademia di Belle Arti del capoluogo siciliano. Ha collaborato con Brunori Sas, gemellato una canzone con Dente (Baby Building vs Levati) e partecipato alla prima compilation di cover degli 883, reinterpretando Rotta per casa di Dio.

Nicolò, il tuo disco di esordio si intitola Gli eroi non escono il sabato sera. Chi sono gli eroi di cui parli?
"Sono le persone che hanno il coraggio di non conformarsi alle decisioni di massa e riescono a evitare la banalità. Uscire il sabato sera è un comportamento "standard": sapervi rinunciare, a mio parere, è un atto eroico".

Dall'album è stato tratto il singolo Il colpo: la musica ha un ritmo spensierato, ma il testo è un quadro amaro della società, tanto che scrivi "anniento le paure con un colpo"
"Sì, ho voluto far convivere questi due stati d'animo. È un brano che in un certo senso rispecchia il mio carattere yin yang: sono una persona malinconica, ma allo stesso tempo mi piace vivere con ironia e trovare in ogni cosa il lato positivo. Pensa: ho paura dell'aereo e quando arrivo a destinazione sono sempre il più felice dei passeggeri".

Diverse tue canzoni, come Moleskine, lasciano intendere che hai poca fiducia nel futuro: non vuoi sognare e preferisci tenere gli occhi ben aperti?
"Io credo nei sogni, ma allo stesso tempo il mio incontrollabile pessimismo mi porta a vedere la vita con estremo realismo".

E spesso torna il tema del viaggio e della fuga...
"Sì, per evadere dalla monotonia della realtà. E trovo che il cinema e quello dei fumetti siano due buoni rifugi. Amo i film che sconvolgono lo spettatore, come Mulholland Drive, e i comics della Marvel, perché i suoi super eroi, come Spider Man o gli X-Men, sono di contro personaggi molto umani, fatti di debolezze. Se ci pensi Peter Parker è uno sfigato!". 

Mi racconti come è nata la tua collaborazione con Brunori Sas?
"Ci siamo conosciuti a Enna, in occasione di un festival. Per il brano Mi son perso a Zanzibar, avevo in mente di inserire una voce che interpretasse me da adulto. E quella di Dario (Brunori, ndr) era perfetta: graffiante, possente e matura".

Il tuo disco spazia tra diversi generi musicali. Immagino tu non voglia etichettare il tuo stile. Proviamo a "chiedere aiuto" al mondo dell'Arte: se la tua musica fosse un quadro, chi o cosa sarebbe?
"Un Modigliani. La mia musica è come il collo delle sue donne: si stira, si allunga, cercando una via di fuga oltre i margini della tela".

Quanto ti ha aiutato, o ti sta aiutando, internet nel tuo percorso?
"Tanto. Ho scoperto e mi sono fatto scoprire. Grazie al web, per esempio, conosco gli inglesi Bombay Bicycle Club o l'americano Toro y Moi. Per un giovane la Rete è l'unico modo per promuoversi. Componi un brano, lo carichi su Youtube e poi vedi cosa succede: è gratis, non ti costa nulla!". 

Sei di Palermo. Che impressioni hai di Milano? 
Mi piace. È una delle città dove ho trascorso più tempo, anche perché è qui che ho registrato il disco. Mi trasmette delle belle sensazioni. La sua atmosfera è affascinate e mi ha colpito la zona dei Navigli. Le sono legato perché è dove ho presentato in anteprima l'album ed è la testimone dei miei progressi: passare da un concerto con otto persone a un festival (Mi Ami Ancora, nrd) con un pubblico che canta le tue canzoni è una soddisfazione!". 

Progetti per il futuro?
"Continuare a suonare e iniziare a lavorare al secondo album, da pubblicare magari entro un anno e mezzo".

Simpatico Nicolò. Occhialoni neri e capelli arruffati alla Tim Burton. Cordiale e genuino, con tanta voglia di parlare. Per ascoltarlo dal vivo, appuntamento il 15 giugno al festival "della musica bella e dei baci" Mi Ami.
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