Intervista

Intervista a Niccolò Fabi

Sincera armonia dall'odore medievale

Squilla il telefono e si accende la sua voce piena di grazia, poco prima delle ultime prove per il concerto che aprirà il "Novo Mesto Tour 2006" a Ripa Transone. Non posso guardarlo negli occhi, ma son sicura che li vedrei luccicare di sincera armonia, mentre s'appresta a conversare. E' Niccolò Fabi... non parleremo dei suoi ricci, ma improvviseremo su diversi temi...

Ciao Niccolò! Come stai? Sei un po' emozionato per la prima di questa sera?
"Ciao! Sto bene... sono curioso di vedere cosa accadrà sul palco. Non tutto è prevedibile e il concerto dipende anche da chi ti trovi di fronte. Solo dando vita alla musica ti puoi rendere conto di cosa vada o meno."

Cosa rende magico un live?
"Credo sia quel giusto equilibrio tra rilassamento e tensione. Certamente vi sono dei momenti che si ripetono, ma bisogna pure destabilizzare il pubblico, facendo qualcosa che non si aspetta, per non far sì che ci si annoi."

Ma come ti accorgi se chi è in sala sta per annoiarsi?
"Siamo tutti degli uomini e noi musicisti ci rendiamo conto di quando serve una scossa. Sono necessarie attenzione e sensibilità."

Ti ricordi la prima volta che hai toccato uno strumento musicale o la prima volta in cui ne hai creato uno rudimentale con le tue mani?
"A dieci anni avevo già una batteria, ma per problemi legati alla pazienza dei vicini non potevo suonarla in casa. Allora ne creai una io con i cuscini e con i fustini del detersivo... i fustini, non so nemmeno se esistano ancora! Invece il primo strumento che toccai fu il pianoforte."

E che sensazione provasti nel toccare questi strumenti?
"Sentii la loro grande possibilità di espressione, il poter scaricare le emozioni attraverso le percussioni. Ero un bambino timido e riservato, ma con la musica riuscivo a comunicare."

Balli anche? 
"Generalmente i "musici" non amano ballare. Danzare e suonare sono due diversi approcci alla musica. Però vado a tempo!". Sorride.

Ti sei laureato in Codicologia... cosa ti ha fatto avvicinare ai manoscritti medievali?
"Il desiderio di avvicinarmi ad una dimensione non reale, non pratica, dove trovasse spazio la fantasia. Studiare gli antichi manoscritti è come intraprendere un viaggio attraverso il tempo, di cui trovi le fonti dirette sotto le tue dita."

Che odore hanno questi scritti?
"Hanno un odore forte. Non senti proprio l'odore della pelle animale della pergamena, perchè il tempo l'ha preso con sè, ma comunque puoi vedere i bulbi piliferi e sentirne l'odore vivo."

Che gusto ha la tua musica? E' più un cibo, una bevanda, un animale, un elemento naturale?
"La musica è tutto questo. Offre la possibilità di esprimere tutto più intensamente, dalla situazione superficiale a quella profonda, è un'arte che va bene in ogni circostanza."

Niccolò, dove dimora la tua serenità?
"In una sensazione di onestà in quello che faccio, nel non raccontare cose diverse da quello che sono."

E come ci si cura del tempo? 
"Ci si cura del tempo occupandolo bene, cercando di non perderlo troppo. Vi sono momenti in cui pure l'ozio può servire se però questo non diviene vigliaccheria. Ritengo che non abbiano valore solamente gli attimi in cui compiamo cose concrete, ma anche quelli laddove si resta fermi. Il silenzio è indispensabile, come nella musica."

La musica chiama Niccolò alle prove per la serata che sta per venire e ci salutiamo con un sereno sorriso telefonico. Forse un giorno anche i nostri occhi si incontreranno.

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