Intervista a Nerea Riesco

La scrittrice spagnola tesse le fila di un'avventura sospesa fra storia e passione negli anni dell'Inquisizione

Nerea Riesco è giovane, dagli occhi selvaggi, con la curiosità storica e la fantasiosa brezza di romanziera che nell'ultimo libro, La ragazza e l'inquisitore, edito da Garzanti, sfocia nella passione. E' una strada irta quella che la scrittrice spagnola segue per arrivare a narrare del dualismo fra fede storica, nel terribile periodo dell’Inquisizione e magia ed incantesimi nelle terre libere. Una giovane protagonista, Mayo, che insegue la magia ed un inquisitore, Salazar che scopre sul cammino la brutalità gratuita della propria disciplina ed entra nel dubbio. Vero e verosimile si scagliano nella lingua ricca e suggestiva della Riesco, per un romanzo figlio dello studio accurato sull'Inquisizione spagnola, sospeso fra le braccia alate della magia e del mistero.

Mayo è un personaggio giovane eppure molto femminile, come nasce in un contesto violento come quello dell'Inquisizione?
"Non volevo inserire la figura della bella della storia, la sua è una femminilità legata alla delicatezza, alla gioventù, alla scoperta di sè, ed è una caratteristica che affiora quando è divisa da Ederra, quando inizia la sua ricerca. Parte di questa femminilità è legata all'ambientazione tra freschezza dei boschi e natura forte che fa da sfondo ma anche da narrazione."

Le vicende del romanzo si svolgono nei Paesi Baschi, fra una natura selvaggia e indipendente, come si contrappone a questi il duro regime dell’Inquisizione?
"Le due ambientazioni creano una doppia natura: i Paesi Baschi e Navarra non avevano un tribunale dell'Inquisizione come il resto della Spagna, erano sottoposti a giurisdizione. Qui la natura comanda e crea un altro scenario l'arrivo dell'Inquisizione stravolge. E' come se, per essere contemporanei, pensassimo agli Usa che sono giunti in Iraq impostando un nuovo modo di vivere."

Ogni capitolo del libro è introdotto da una credenza o rito magico. Perché?
"L'ambiguità di lettura rimane sempre su due livelli, la magia e la ragione, i riti e le credenze, contrapposti alla legge severa della storia e dei processi dell'Inquisizione. Il mondo reale di Salazar e quello magico di Mayo. Il lettore può scegliere su che livello impostare la propria comprensione e scegliere di credere ad entrambe. Molti dei riti riportati, sono oggi prodotti farmaceutici con principi attivi immutati."

Salazar è un altro esempio di carattere forte e di ragione, molto maschile, mosso dal dubbio.
"Salazar è un personaggio realmente esistito sul quale mi sono a lungo documentata. Il substrato storico per il suo personaggio viene dalla sua vita reale e dal suo operato documentato in otto tomi. Il suo è stato un intervento importante per l’Inquisizione, opponendosi al nepotismo e promuovendo la difesa dell'accusato. Sono rimasta molto affascinata da lui è un personaggio a 360°."

In questo romanzo la dottrina storica è proposta in parallelo ad una storia d’amore appassionata. Come possono coesistere le due sfere?
"L'amore narrato è un amore puro, che ricorda il primo amore di gioventù, come dimostra Mayo. La Storia vede la concretezza nella figura di Salazar, ma c’è oltre al conflitto morale e agli episodi giuridici, anche l'amore platonico, come dimostra l'ammirazione per la sua regina, dove l'amore diviene stima.”

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