Intervista

Intervista a Nanni Svampa

Il cantautore milanese ci parla del suo spettacolo Cabaret Concerto, di tradizione popolare e di cucina...

Nanni Svampa rappresenta la grande tradizione milanese. Abbiamo incontrato il versatile cantautore in occasione del suo nuovo spettacolo Cabaret Concerto, in scena al Teatro Oscar dal 3 all'8 ottobre.

Come fa a coniugare tradizione e innovazione?
"Io lavoro sui temi che mi stanno a cuore. La mia produzione oscilla tra due poli: la tradizione popolare e le canzoni di Georges Brassens, che ho tradotto in milanese; e vedo che i motivi e l'ironia non sono cambiati, sono ancora molto attuali."

Parliamo dello spettacolo Cabaret concerto, cosa ci dobbiamo aspettare?
"E' uno spettacolo di memorie, senza nostalgia però, non la sopporto. Mi rifaccio a una memoria umoristica che deriva dalla mia infazia, dai personaggi che incotravo quando vivevo in campagna, la goliardia, i racconti di oggi, il cabaret e il mondo delle osterie."

Se dovesse dedicarlo ad un suo maestro, chi le viene in mente?
"Sicuramente Brassens, è la persona che mi ha influenzato maggiormente, è il padre dei cantautori umoristici. Però non vorrei dimenticare i cantori delle osterie milanesi, spesso sottovalutati."

Cosa sta cambiando nel rapporto tra teatro, canzone e territorio?
" Milano è da sempre multietnica, gli spazi per la musica sono tanti e aperti a diversi generi, però non c'è mai stata una valorizzazione delle culture locali. E' bello vedere che oggi, invece, i giovani si interessano alla musica popolare, è un patrimonio importante che non va dimenticato. La tradizione popolare non si ferma solo alle canzoni gogliardiche, esiste anche tutta una letteratura, poesie che fanno parte della cultura milanese, un mondo da riscoprire."

Mi dica un sogno, un desiderio che vorrebbe realizzare.
"Ne ho fatte tante... mi piacerebbe creare uno spazio a Milano, che unisca un laboratorio/atèlier per i giovani che vogliono fare un cabaret di qualità, e un'accademia culinaria. E' un po' che ci penso, ma è difficile far combaciare le due cose."

Vorrebbe una scuola di cucina tradizionale?
"Sì, una cucina di recupero. I piatti tradizionali sono più buoni se sono fatti scaldare più volte, nulla va sprecato. Come il lesso."

Progetti per il futuro?
"Ho 68 anni curo il mio orto, ho una barchetta per andare a pescare... Scherzo. Al momento oltre allo spettacolo nei teatri ho un doppio album, e sto lavorando su un'antologia della canzone milanese dagli anni '30 a oggi. Poi vorrei scrivere un libro sulla goliardia, però è un argomento molto complesso, si vedrà."

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati
  • ARGOMENTI