Intervista a Moscovadreamers

Dall'alternative rock della Riviera Romagnola al digitale made in Milano, sempre con ironia

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I Moscovadreamers si dividono tra Rimini e Milano e anche i loro djset sono continuamente sospesi tra chitarre e cassa dritta, tra avanguardia e dance vacanziera. Ultimi resident di IndieRocketParty ora resident alla serata Kiss This! In Romagna li troviamo con regolarità all'Officina 49, che da quelle parti è uno dei locali più cool. Hanno suonato al Cocoricò di Riccione, al Rocket di Milano, alle sfilate e in molti altri locali, fra cui il Circolo Magnolia. Facciamo 4 chiacchiere con Alberto e Domenico, i giovani trentenni che sono linfa del gruppo.

Come vi siete formati?
"Siamo cresciuti nei locali alternative rock della Riviera Romagnola, ma anche nelle discoteche di Riccione. Questo ci ha permesso di capire che non esiste a priori un genere musicale bello e uno brutto."

Perchè Moscovadreamers?
D."Moscova è la fermata della metro più vicino a casa mia nonché un fiume russo che mi è simpatico. Dreamers perché a fine 2006 ho ospitato qua a Milano Domenico e una nostra amica, Gaia...le settimane passate con loro sono state incantevoli. Andavamo per mostre, a concerti, vedevamo film, ascoltavamo musica in casa e ballavamo sempre tutti insieme... un po' come i dreamers di Bertolucci. Il nome è venuto fuori in una di queste serate alticce e sguaiate, i djset sono iniziati poco dopo e abbiamo voluto conservare questo nome perché ci ricordava quel periodo magico."

Cosa significa per voi essere dj?
"Significa divertirsi: suoniamo la musica che vorremmo ascoltare se fossimo in pista a ballare. E ci interessa che chi è nel locale si diverta quanto noi."

A Milano ci sono tanti dj seri?
A."Ci sono dj tecnicamente seri con attitudine cialtrona, dj cialtroni-seri, dj seri-seri e dj cialtroni-cialtroni. Un po' di tutto insomma, però, ecco, un po' più di autoironia non guasterebbe." 

Il vostro rapporto con il digitale?
D."Il digitale ha permesso a molti artisti di comporre dei capolavori con un semplice laptop. Anchi'io, se fossi capace, vorrei comporre un capolavoro con il mio laptop: viva il digitale!"

I vinili contano?
A."Moltissimo a livello emotivo, impossibile stare senza le prime stampe delle band postpunk o madchester e delle migliori band attuali. CDJ is not a DJ dicevano. Chissà cosa diranno nel vedere un set fatto col solo Mac."

Internet?
D."Internet è una risorsa per scoprire nuova musica. Il problema è che non dovrebbe essere l'unica. Andare nel negozio di dischi dove ti tengono da parte quello che potrebbe piacerti continua ad essere importantissimo e piacevole."

I vostri locali del cuore a Milano?
"Il Rocket, che ci ha dato sempre molta fiducia, poi l'HD, in particolare la serata Glitter, sempre divertente, e il Plastic, un must. Spesso a >La Casa 139 e al Magnolia ci esibiamo. Per bere e ascoltare qualcosa scegliamo Atomic bar e Mono."

La presenza di determinate scene musicali influenza una città? E se sì, a Milano come?
"Il rapporto musica-città è viscerale e reciproco: Berlino-Techno, Ibiza-House. A Milano il connubio moda-musica è fondamentale e consumato velocemente quasi quanto una collezione."

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