Intervista

Intervista a Miguel Garji

Da Madrid a Ibiza il dj ci racconta l'isola e le sue nuove tendenze

Dj dal 1991, una volta raggiunto il successo nella sua città natale, Madrid, Miguel Garji si trasferisce a Ibiza nel 2001. Sull'isola comincia a lavorare per Ibiza Global Radio e per alcune serate itineranti come Rewind, serata italiana per eccellenza. Abbiamo chiaccherato con lui del mito ibizenco, dell'isola reale e della sua esperienza radiofonica: "Lavoro la mattina, sono l'anti-dj".

Tutti associano Ibiza alla discoteca, alla vita notturna e agli afterhours. È ancora così?
"Da due anni sta tornando il concetto di festa pura e di divertimento. Le serate si tengono dalle 5 del pomeriggio alle 2 di notte, si sta diffondendo un nuovo concetto: si può ascoltare buona musica e ballare senza droge. Si stava perdendo la vera essenza della festa ibizenca".

Tu vivi 12 mesi l'anno l'isola. Com'è d'inverno?
"Ibiza per 4 mesi l'anno impazzisce. D'inverno è tranquilla. Comunque ci sono locali dove divertirsi. L'estate è più per turisti, tutto è amplificato".

Quali sono le tappe e le serate obbligatorie per chi visita Ibiza?
"Il Pacha è universalmente riconosciuto. Poi ci sono diversi local de la tarde (pomeridiani e preserali, ndr) sulla spiaggia come Blu Marlin, Usuaia, Atearo, Km5, Bambuda e Novum, che meritano una visita. A Ibiza in estate è sempre sabato. Agosto per chi vive sull'isola è un mese orribile, è spettacolare ma eccessivo".

Passiamo alla tua musica. Durante le tue session che generi selezioni?
"Lounge, deep, deep house e tech house non convenzionale. Il mio set deve essere differente, fresco e deve contenere sempre anche una parte cantata. Seria, però, non i nonsense alla David Guetta o Bob Sinclar".

A Ibiza Global Radio lavori come dj e presentatore. Ci parli di questa realtà?
"È una radio che seleziona musica elettronica, reggae e funky. IGR è molto ascoltata lo streaming anche dall'Italia. Io conduco due programmi, uno mattutino chiamato Morning sounds dove seleziono musica più tranquilla. Mentre nel tardo pomeriggio, dalle 18 alle 20, conduco Diffusion. La selezione in questa fascia cambia a seconda delle serate, di venerdì la selezione ad esempio è più tech per preparare il mood per la serata".

Hai detto che molti vostri ascoltatori sono italiani. Cosa ne pensi della musica elettronica italiana?
"In Italia credo che la musica sia troppo commerciale e non ci siano luoghi che danno spazio a musiche più di ricerca. Ad esempio i Magazzini Generali sono un bel posto ma la selezione non mi piace. Credo che ci siano diversi dj e produttori buoni in Italia, è il pubblico il problema. C'è una miglior cultura musicale all'estero e magari non lo stesso talento. Uno dei migliori è Peppe Tuccillo, ha fatto una versione incredibile de La bambola. Poi Pipi, Nic Fanciulli e Coccoluto".

E invece Milano come ti è sembrata?
"Milano è un po' come Madrid, bellissima dal punto di vista architettonico, forse più grigia. Mi sono limitato a visitarla come turista, sono andato in Duomo, al Teatro alla Scala e in Galleria Vittorio Emanuele".

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