Intervista Micol Beltramini

Intervista a Micol Arianna Beltramini

Ha scritto "101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita". I milanesi ringraziano

News - Intervista
Davanti al nugolo di turisti in Piazza Duomo, qualche milanese ancora si chiede cosa siano mai venuti a vedere a Milano. Siffatti cittadini dovrebbero forse leggere un libriccino scritto da Micol Arianna Beltramini, 101 cose da fare a Milano (Newton & Compton, Euro 13,90). Non solo descrive i gioielli dimenticati della città, ma la sua autrice lo fa con un tale trasporto che è difficile poi non afferrare la "guida" e prendere l'uscio di casa. Provate a farvi un giro di sabato pomeriggio nel cosiddetto Quadrilatero del Silenzio e vi accorgerete di non essere i soli ad aver agito.

Micol, è stato impegnativo scrivere questo libro?
"In questo progetto ci ho messo cuore, testa e pancia. L'ho scritto in un anno e mezzo e per me è stato come uscire da una relazione finita male, guardarsi indietro e capire che non ci avevo capito nulla! Ho vissuto Milano come una turista, ho alzato lo sguardo sui palazzi, parlato con le persone: insomma, ho fatto quello che prima non avevo nemmeno preso in considerazione".

Le tappe che proponi sono ricche di miti, leggende, storia recente o antica. Come hai
fatto a documentarti su contenuti tanto diversi?
"Un po' mi hanno aiutato gli amici e poi mi sono affidata
alla biblioteca del Castello Sforzesco, dove c'è una meravigliosa sezione su Milano. Mi mettevo stile punk seduta davanti agli scaffali e leggevo, prendevo appunti come una matta. Lì ho scoperto cose veramente assurde, come la vicenda di Porta Tosa o quella della piccola Madonnina in cima al Pirellone".

Cos'ha in serbo il futuro per Micol?
"A gennaio uscirà per Castelvecchi una favola che scrissi qualche anno fa e che si intitola Cornflake, dal nome della bambina che ne è protagonista. Lì dentro c'è il mio modo di vedere il mondo, ci tengo moltissimo e - a proposito di favole - tengo molto anche al recupero della statua di Pinocchio di cui parlo in 101 cose. Spero davvero che qualcuno investa in un restauro, in uno spostamento in qualche bel parco di Milano. È davvero triste che vada in rovina così".

Tra le 101 cose da fare in città, pensi di riuscire a indicarci la tua prediletta?
"L'altra sera ero da Peppuccio, il tabaccaio della Darsena. Lui è il mio filosofo preferito e amo moltissimo il campionario di umanità - non solo milanese - che passa da lì. Ecco, quello è un posto che considero casa".

Ci sono mille luoghi comuni su Milano, quale ti dà più fastidio?
"I soliti: Milano è grigia, è brutta e via così. Preferisco dire quello che mi
piace: Milano è frenetica, è vero. Ma la riservatezza delle sue persone ti dà ancora la possibilità di ritagliarti il tuo microcosmo dove trovare un modo personale per "salvarti". E poi, nonostante tutto, Milano funziona ed è affidabile".

Forse non tutti saranno d'accordo con te, cos'altro vuoi dire di Milano?
"Secondo me Milano è il miglior posto in cui vivere in Italia. Torino è più bella, ma è troppo tranquilla e io non ce la farei. Roma è la bolgia! Milano sta nel mezzo e poi è tanto bella. In passato doveva esserlo ancora di più: nella Seconda Guerra Mondiale l'hanno bombardata praticamente due milioni di volte! Nelle mie ricerche ho scoperto racconti davvero molto toccanti. Quando suonavano le sirene per annunciare l'ennesimo bombardamento, i milanesi si guardavano e dicevano "Andiamo a togliere le vetrate al Duomo" e lo facevano sul serio. Oggi lo faremmo anche noi?".
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