Intervista a Michele Gamba

Giovani musicisti a confronto: la passione per la musica classica trasforma questo mestiere in arte

Trovarsi di fronte un giovane musicista di 22 anni , diplomato brillantemente al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, può risultare imbarazzante. E' imbarazzante quando uno come Michele Gamba, premiato e finalista in numerosi concorsi, si siede al suo pianoforte e dialoga con il proprio strumento con la stessa compostezza e rispetto di un amico verso un amico di infanzia.

Lei è davvero molto giovane. Cosa significa per lei salire sul palcoscenico?
"Quando salgo su un palco sento molto la responsabilità di dover trasmettere
qualcosa al pubblico. Sento il dovere di esprimere nel miglior modo possibile ciò che il compositore vuole dire con la sua musica. E' una bella sfida che affronto con entusiasmo."

In un mondo dove i giovani artisti tendono a bruciare le tappe, che significato ha avuto il noviziato in Conservatorio?
"Il Conservatorio mi ha dato tanto a livello artistico e umano. Ho avuto la
possibilità di incontrare personaggi importanti dell'ambito musicale. Sono
cresciuto lì. Il Conservatorio di Milano, in particolare, è una realtà in continua crescita che offre buone possibilità ai giovani talenti."

Non prova rammarico pensando che la maggior parte dei suoi coetanei considerano la musica classica come un mondo antico, fuori dal nostro tempo?
"Certo, dispiace vedere le sale da concerto popolate prevalentemente da un
pubblico adulto. Da molti amici vengo considerato quasi un alieno. Il motivo
credo stia nel fatto che i miei coetanei non hanno mai avuto la possibilità
di avvicinarsi alla musica classica, cosiderata troppo spesso ambito d'èlite."

Cosa si potrebbe fare per avvicinare i giovani a questo tipo di musica?
"Sicuramente spiegargli il repertorio che verrà eseguito. Sono interessanti certe forme di lezione-concerto, nelle quali una breve presentazione precede l'esecuzione vera e propria. Il tradizionale recital solistico risale ormai all'Ottocento. Credo sia dovere dei musicisti di oggi superare queste forme ormai un pò ingessate per favorire un più ampio accesso alla musica".

Un sogno nel cassetto.
"Vivere dignitosamente di musica."

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