Intervista a Michaela K. Bellisario

L'autrice di "Guida turistica per Fashion Victim" ci dice la sua su Moda e Co.

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Fashion Victim si nasce o si diventa? Mentre la biogenetica cerca la risposta al quesito, c'è chi si rassegna ad assecondare la mania, a costo di infilare scarpe in ogni pertugio domestico. Alla categoria appartiene Michaela K. Bellisario che, per Morellini Editore, ha appena pubblicato Guida Turistica per Fashion Victim (Euro 12,90). L'abbiamo incontrata alla presentazione del volume, che non poteva che avvenire durante la settimana delle sfilate milanesi alla Biblioteca della Moda.

Michaela, che cosa ci dobbiamo aspettare dalla tua Guida per Fashion Victim?
"Non si tratta della solito indirizzario con cui sbizzarrirci nelle compere. Ho voluto parlare di moda da un punto di vista non solo turistico, ma anche storico,  attraverso tre città cruciali: Milano, Roma e Firenze".

In che modo?
"Per esempio: sapere il ruolo cruciale che l'Atelier romano delle sorelle Fontana ha avuto per l'Alta Moda, aggiunge un tocco di fascino al giro per negozi lungo via Condotti a Roma. Idem per Firenze: Palazzo Pitti è conosciuto per ospitare le sfilate moda uomo, ma nella sua Sala Bianca si svolse la prima sfilata di moda, nel 1952. Milano divenne poi fulcro del fashion system negli anni '70 e senza di lei non ci sarebbe stato né Versace, né Armani, maison per cui tra l'altro nutro un'insanabile passione".
 
Cosa pensi delle catene come Zara o H&M? In molti le denigrano accusandole di cattivo gusto, specie nella scelta dei materiali. Ti unisci alla condanna?
"Assolutamente no. Queste realtà sono un bene per la moda perché sono  democratiche. Il vero stile oggi nasce dal mix and match, anche tra alta produzione e pezzi scovati nei mercatini. Ricordiamoci che gli stilisti suggeriscono idee: sta a noi clienti declinarle come vogliamo".

Che aggettivi useresti per definire l'ambiente della Moda?
"... creativo ... dinamico ... anche marchettaro!"

Siamo reduci dalla Fashion Week: Milano è ancora all'altezza  dell'evento?
"É unica nella valorizzazione di questa industria, anche se il vero evento in grado di muovere tutta la città è il Salone del Mobile: il design si è preso la rivincita sulla moda, che continua a creare un enorme indotto su Milano".

Il web ha cambiato il modo di vivere la moda?
"Ha portato grandi novità. Pensiamo a come ormai le sfilate si possano seguire quasi in tempo reale su internet. Stare a "bordo catwalk" resta però un'esperienza irripetibile, anche di questo parlo nel mio libro: suggerimenti su come imbucarsi a una sfilata inclusi!"

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