Intervista

Intervista a Matmata

La musica che aiuta a riflettere... quella della band bresciana. Ne parliamo con il vocalist GianMario Ragazzi

Fanno musica da quando erano ancora sbarbatelli. Girovagando nella realtà musicale emergente rispuntano i Matmata, la band bresciana capeggiata da GianMario Ragazzi. Gi altri sono Marco Ravelli (basso), Nicola Saini (batteria) e Ulrico Bragaglio (sinth). Il loro leader si è fermato a chicchierare con noi, in occasione dell'uscita dell'ultima fatica discografica In attesa del cielo.

In questo nuovo album le atmosfere tematiche si diradano tra amore, bellezza e dolore. Perché?
"Questo disco parla semplicemente di quel che mi è successo in questi anni. Sentivo il bisogno di scrivere ciò che mi stava e mi sta capitando".

In un mondo che si muove alla velocità della luce, la musica può aiutare ancora a pensare, a riflettere? Affrontate anche il problema delicato dell’anoressia...
"Diciamo che se pur piccolo è comunque un aiuto. L'anoressia non può essere affrontata scrivendo musica. Ammettere di avere il problema e avere voglia di risolverlo, questo sì che è un aiuto. Può capirlo solo chi ce l'ha! Chi può dire di essere felice realmente? Il mio non è una cattiva convivenza con il mio corpo, bensì una fobia che mi ha portato ad eliminare sempre più cibo fino ad arrivare un anno fa al peso di 43 chilogrammi. Mi sto curando e non vedo l'ora di stare bene".

Avete lavorato con Omar Pedrini. Quali punti in comune avete trovato con questo musicista?
"Siamo amici dal 1995. In comune abbiamo l'amore per la musica".

E sull’apertura del concerto dei Smashing Pumpkins?
"Una grande emozione dopo tre anni di stop. Ripartire aprendo il concerto di uno dei miei gruppi preferiti, puoi capire che soddisfazione sia".

L'ultimo Festival di Sanremo è stato un flop. Per la vostra generazione, quella dell’Ariston è ancora una passerella importante?
"E' una grande vetrina. A me Sanremo non dispiace. Al contrario di quello che vogliono far credere, non è accessibile a tutti".

Siete Bresciani. La vostra città vi ha aiutati ed in che modo ad uscire fuori dal guscio?
"Ad essere sincero, non ci ha aiutato per niente. Non ci ha mai considerato se non ultimamente. E noi facciamo musica dal 1994".

Non si è mai profeti in patria! Progetti imminenti?
"Mettermi in forma per poter affrontare i live. Ho tanta voglia di ricominciare".

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