Intervista

Intervista a Massimo Roj

Parla l'architetto che con il suo studio, Progetto CMR, ha pianificato l'eco-restyling delle Torri Garibaldi

Da una parte due Torri, venute su negli anni '80, in totale riassetto, come del resto l'intero quartiere di Garibaldi-Repubblica. Dall'altra un architetto, Massimo Roj, che guida l'unico studio italiano nella classifica Architecture Top 100 di BD World Architecture: Progetto CMR, autore dell'eco-restyling delle torri in questione: le Torri Garibaldi.

Architetto Roj, manca poco alla chiusura dei lavori della torre B. Ma facciamo un passo indietro: perchè l'esigenza di ristrutturare questi edifici?
"Le Torri Garibaldi furono costruite tra la metà degli Anni '80 e i primi Anni Novanta. Ospitavano gli uffici di Trenitalia, ora appartengono a Beni Stabili (nota società immobiliare, ndr). Le due torri erano il simbolo di un'epoca, quella della Milano da bere, che ormai non c'è più: strutturalmente non si adattavano ai nuovi stili di vita di chi vi lavorava. Insomma, non erano più funzionali. Poi sono cambiate anche le normative e dunque il restyling era indispensabile".

Quali sono questi nuovi bisogni e in che modo le nuove Torri li assolvono?
"In questi anni la tecnologia ha rivoluzionato le telecomunicazioni, ma la vecchia struttura delle Torri non aveva previsto questo boom e non permetteva un cablaggio strutturato. Inoltre negli ultimi vent'anni è cambiato il modo di lavorare: le Torri ospitavano in gran parte uffici singoli, senza spazi ampi o condivisi. Oggi l'ambiente di lavoro deve essere aperto, perchè le informazioni sono sempre più condivise, il lavoro di gruppo è la norma: lo space planning delle Torri è andato in questa direzione".

Si parla di eco-restyling, quali sono le strategie eco dei due edifici?
"La loro sostenibilità si realizza attraverso pannelli fotovoltaici e turbine eoliche che produrranno energia elettrica; altri connettori solari forniranno il 50% di acqua calda.Il risultato sarà la quasi totale autosufficienza delle due Torri dal punto di vista energetico".

Se le vecchie Torri erano il simbolo della Milano da bere, quelle di Progetto CMR sono il simbolo di quale Milano?
"Di una Milano a misura d'uomo. Se la città lavora tanto, i cittadini devono essere messi nella condizione di lavorare bene. Dopo cinquant'anni di immobilismo, Milano si è riempita di cantieri, era ora. Quello che spero è che anche gli altri progetti in corso abbiano tenuto conto soprattutto delle rinnovate esigenze delle persone".

C'è un luogo di Milano che si porta nel cuore?
"Sono un milanese di Porta Cicca (Porta Ticinese, ndr), la mia vita è sempre stata tra Corso Italia e Corso di Porta Ticinese, in quella parte della città che da un lato va verso Pavia, la campagna, e dall'altro guarda verso il centro e verso Roma, verso la città in senso ideale. I miei luoghi sono in quella zona, dove del resto c'è anche lo studio Progetto CMR".

La nuova sede della Regione Lombardia, City Life, la Torri Garibaldi: i nuovi complessi di Milano presentano tutti alti palazzi che richiamano l'architettura delle città del Nord. è così?
"Sì, Milano guarda all'Europa: a dirlo è per esempio l'impiego di materiali come il vetro, l'acciaio e certi particolari rivestimenti. Il rischio però - specie da parte di architetti stranieri - è quello di importare dei modelli, degli stili che non si integrano con la storia della città. Bisogna conoscere il territorio, le tradizioni di un quartiere, per non fare pasticci".

A proposito di pasticci, in molti hanno criticato la scelta di portare una ruota panoramica al Parco Sempione. Lei cosa pensa di questo progetto?
"Non sono contrario alla creazione di nuovi luoghi di intrattenimento perchè, diciamocelo, i turisti non vengono a Milano per vedere le industrie. Bisogna capire se quello è il posto giusto per una struttura del genere. In ogni caso, e vale anche per tutti i palazzi che stanno crescendo a Milano, solo il futuro ci dirà se abbiamo agito bene o se abbiamo sbagliato tutto".

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