Intervista a Massimo Cominotto

Chitarrista, giornalista, musicista: "Ormai i dj sono estinti!"

Gusto ed esperienza musicale fusi insieme, il punk e la sua elettronica lo accompagnano da sempre. State certi che per Massimo Cominotto le idee non hanno fine...

Come è iniziata questa tua lunga ed eclettica carriera nel mondo della nightlife?
"Nel 1980, da un'esperienza come musicista in un gruppo punk. Pensavo ad un salto di qualità nei club, sostituendo la fender ai giradischi. Per un po' ha funzionato ma ora la realtà del clubbing mi sembra davvero deprimente".

Cosa credi fosse importante un tempo e cosa invece è fondamentale oggi per un dj che vuole avere successo?
"Un tempo dovevi avere la musica, intendo i vinili, e un certo gusto musicale. Ora la musica si scarica dalla Rete e siti non competenti, il gusto... lasciamo perdere, basta copiare l'articolo di moda. Oggi, per emergere, devi avere un look adeguato ed un'etichetta o marchio, non è necessario essere bravi artisticamente, cosa che prima era davvero necessaria".

Cosa ne pensi dell'inondazione di stili musicali che ha sezionato la musica dance in questi ultimi anni?
"Inondazione? Io sento soltanto un unico e caotico genere elettronico, un po' scontato. Culturalmente il mio concetto di musica elettronica si estende ad altri riferimenti, non certo a discutibili produzioni da home studio assemblate in poche ore. Quella roba io la chiamo musica da ballo, da club. Qui divido tra le solite nenie e qualche cosa di originale che, alle volte, salta fuori".

Come definisci il tuo stile?
"Commerciale, in linea con il dancefloor per quanto riguarda i miei set elettronici. Per il resto rock 'n' roll. Uso il digitale, ma per i set più seri il vinile fa ancora la differenza; a patto di avere un pubblico preparato e maturo davanti".

Come collabori con Trend Magazine e di cosa ti occupi?
"Sono giornalista dal 1990, mi occupo e mi sono occupato di ogni argomento possibile nell'ambito underground, spesso ai margini della stampa ufficiale".

Progetti futuri?
"Sto ultimando un album punk rock, in un momento in cui la musica acustica sembra destinata all'esilio su Marte. Ho deciso di andare controcorrente suonando davvero uno strumento. Del resto la stessa scelta l'ho fatta quasi vent'anni fa anticipando techno e minimal".

Un consiglio per i giovani che vogliono affacciarsi all'arte del djing?
"Una macchina del tempo e rinascere almeno indietro di 20 anni. In alternativa produrre, produrre e produrre. Ormai i dj sono estinti".

Da quale disco non ti separi mai?
"Da un vecchio mix di James Brown, Sex Machine: se ricordo l'emozione che mi dava allora mi metto a piangere".
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