Intervista a Manuel Agnelli

Gli Afterhours si prendono un periodo di riposo, ma la creatività non si ferma

Le sfide sono sempre piaciute a Manuel Agnelli, musicista e cantante degli Afterhours. Dalla creazione di un festival, il Tora!Tora! che in tre edizioni ha svelato alcune importanti band poco conosciute al grande pubblico come Verdena e Super Elastic Bubble Plastic. Abbiamo chiacchierato con lui di musica e della sua città, Milano.

Una delle tue ultime apparizioni musicali è stata a SongAcross, progetto di Pacifico supportato da Caterina Caselli. Cosa ti ha spinto a partecipare?
"Anzitutto la possibilità di affidare le proprie canzoni a musicisti di estrazioni così diverse tra loro. Un semplice ri-arrangiamento soft non mi interessa, voglio che i pezzi siano violentati musicalmente, contaminati. Bisogna uscire dai ghetti dove musicisti si auto-chiudono e ridefinire l'ambito della musica, anche la musica popolare è cultura".

A proposito di musica popolare: Sanremo. È ancora utile per la musica?
"Molti hanno detto che il Festival era morto a causa delle ultime infelici edizioni, Bonolis è riuscito a rinfrescarlo dal punto di vista mediatico ma Sanremo rimane un megafono solo per pochissimi. Chi va con un progetto riesce, infatti Il paese è reale con i concerti ci ha dato molta soddisfazione".

E Milano, la tua città, come vive la musica?
"È un rapporto difficile. Ad esempio il concerto gratuito che abbiamo tenuto in Centrale ha ricevuto l'aiuto delle autorità, ma rimaniamo sempre al di sotto del livello europeo. Milano è organizzata male e repressiva verso le manifestazioni spontanee. La città non è in mano ai cittadini, ma non vedo nemmeno gente che protesta, non c'è pressione dal basso. Ci sono grosse risorse però non nasce niente, Milano deve sviluppare un bacino creativo altrimenti rischia di diventare una città dormitorio".

Invece di sera cosa offre? Quali locali ti piace frequentare?
"Come musicista posso dire di avere una posizione privilegiata, inoltre abito qui da 40 anni. Milano è una città difficile da conoscere e nel corso degli anni è peggiorata tanto. Un locale che mi piace molto è La Casa 139. Durante la settimana c'è musica interessante in un'atmosfera rilassata, ma nel weekend c'è troppa gente".

Negli ultimi concerti indossate delle giacche settecentesche. Dove siete andati a scovarle?
"Le abbiamo comprate a New Orleans. Risultano perfette però le finiture non sono eccezionali ma in televisione non si nota. Gli americani sono molto bravi in questo".
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