Intervista a Luca Nesti

Toscano di nascita, ma musicista di professione e una passione per "Second Life"

Ecco un giovane cantautore toscano: Luca Nesti ha scritto per big della musica italiana come Mina e Anna Oxa, ha firmato colonne sonore per film (da Mediterraneo a Ragazzi Fuori), si è fatto notare col suo primo album L'Artigiano del 2001. Dopo un nuovo album, Ho cambiato idea, Nesti si è lasciato andare in un'avventura virtuale su Second Life, raccontata in un libro. Lo abbiamo incontrato in occasione del tappa milanese del suo tour alla Casa 139.

Luca, cosa bisogna inventarsi oggi per rendere un tour stimolante e creativo? Restare sul multimediale come il tuo One Unplugged tour?
"La rete ha un' immediatezza di comunicazione assoluta, è divertente commistionare
strumenti acustici con la tecnologia e il pubblico, ma soprattutto bisogna inventarsi... ancora di più per fare musica".

La tendenza di questi tempi è tour teatrale con orchestra. Tu preferisci spazi ancora più intimi?
"One unplugged è pensato per questo, immagina un gruppo di persone che entrano nella mia casa, nella mia intimità e partecipano e interagiscono con lo spettacolo. In sintesi con questo tipo di spettacolo puoi raccontarti e alla fine la sensazione è quella di aver creato una serata particolare con nuovi amici".

Ti piace navigare in più acque: dal rock alla canzone d'autore, passando anche per le colonne sonore del cinema. Da dove viene tutta questa voglia di contaminazione?
"Io sono un uomo di campagna, non ho mai capito quale è la strada migliore per la città, le cambio, non fosse altro per cambiare. La musica è contaminazione pura, pensa al concetto di arrangiamento: non è altro che la contaminazione di più strumenti, sensazioni, emozioni e  esperienze riunite in un unico suono ciclico. La vocazione di un musicista è quella di potersi scoprire in più stadi emotivi possibili. Il cinema ha una magia unica, hai la sensazione, forse impropria, di dare movimento e colore alle immagini con delle semplici atmosfere musicali. La canzone è diversa, è dinamica oscilla tra lo stomaco e il cuore e pesca parole non dette. Penso che per la canzone la ricerca letteraria sia più importante".

Tu sei toscano. Quali stimoli ed energie produce la tua regione in questo momento?
"Molte, c'è un nuovo fermento che da anni non avvertivo. La Toscana è uno stimolo vivente, gli ampi spazi verdi, il mare, l'arte la facilità di comunicazione ma allo stesso tempo, spesso, noi toscani ci nascondiamo dietro arte e bellezza e diventiamo pigri, orgogliosi dell'arte ereditata. Ti ho detto un pregio ed un difetto".

A dire il vero mi ha incuriosito il tuo libro "La mia vita in Second Life". Ci parli di questa rinascita virtuale tra le pagine di un libro?
"Un esperienza indimenticabile, io che avevo una idiosincrasia accentuata verso tutto quello che non è reale, mi sono ricreduto platealmente, un'altra dimostrazione che il problema non è la tecnoogia ma l'uso che ne fai. Piano piano quella specie di cartone animato multiplo ha preso forma e sostanza. Celandosi dietro una tastiera di un pc si scoprono molte cose di noi che non si conoscono. Non hai il bisogno di imporre una personalità vincente, fai quello che sei. Ho cambiato molte idee sulla musica successivamente".

Come usi il web e passi tempo nei social networking per confrontarti con altri musicisti?
"Sì, lo uso molto, la velocità della risposta è eccezionale. Invio un provino semplice ad un amico, lui ci mette del suo, lo rinvia a me e così con gli altri spesso lavoriamo ognuno dalla propria città via web cam per scambiare opinioni".

A quale voce femminile italiana vorresti dare una tua canzone, a parte la tua conterranea Irene Grandi?
"Mi piace scrivere per altri, moltissimo tra molti altri mi piacerebbe fare una canzone  per Fiorella Mannoia che non conosco".

Progetti in cantiere.
"Il nuovo disco prima di tutto. Poi tra le varie follie ho scritto un format televisivo musicale che debutterà ad aprile, tanto per contaminare me stesso".

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