Intervista a Leonardo Pieraccioni

L'attore toscano arriva in sala con la commedia "Finalmente la felicità"

Leonardo Pieraccioni non sa recitare: la gentilezza e il garbo che ha sullo schermo, sono gli stessi che dimostra nella vita normale. Affabile e sorridente, l'attore toscano è a Milano per presentare la sua nuova commedia natalizia, Finalmente la felicità. Una storia d'amore e di buoni (anzi buonissimi) sentimenti, in cui l'immancabile bellezza dal sangue caliente, la modella brasiliana Luna (interpretata da Ariadna Romero) si rivolge a Maria De Filippi e alla trasmissione C'è posta per te per conoscere Benedetto (Pieraccioni), un insegnante di controfagotto imbranato e generoso, ignaro del fatto che anni prima sua madre avesse adottato a distanza una bimba sudamericana. Intorno a loro gravita un gruppo eterogeneo di personaggi, dall'incontenibile Sandrino (Rocco Papaleo), grande amico di Benedetto, allo statuario Jesus (Thyago Alves), ex fidanzato di Luna.

Nel fllm la musica ha un ruolo fondamentale. Perché?
"In fondo mi considero un cantautore: ho scritto oltre 60 canzoni, una più brutta dell'altra! A parte gli scherzi, ho voluto rendere omaggio al controfagotto, uno strumento musicale ingombrante come uno scaldabagno, ma capace di produrre un suono meraviglioso".

Usi una comicità molto educata e lieve, paradossalmente l'unica parolaccia viene pronunciata da una suora. Puoi spiegarci questa scelta?
"Ormai le suore sono le uniche a usare le parolacce! Anzi, adesso che devono anche pagare l'ICI, forse inizieranno a bestemmiare...".

Molti ti accusano di essere buonista: come reagisci a queste critiche?
"Non ci vedo nulla di male nell'essere buonisti. Il film è frutto di un periodo personale molto positivo sia per me che per il mio cosceneggatore Giovanni Veronesi. Con questa storia spero di trasmettere un po' di serenità anche al pubblico". 

Come hai scelto Thyago e Ariadna, i due affascinanti modelli del film?
"Ariadna ha fatto il provino insieme a moltissime ragazze. Non aveva mai recitato, ma sono rimasto colpito dai suoi occhi chiari, espressivi e intelligenti. Thyago è già conosciuto in Italia ed è bellissimo. Speravo che fosse almeno antipatico, oppure che avesse un alito 'barocco'...invece è anche simpatico e disponibile. Insomma, ce le ha proprio tutte".

Hai iniziato a lavorare a Milano. Come ti trovi in questa città?
"Proprio perché la associo alla carriera, la considero molto efficiente e precisa, un po' "maestrina". Ma le devo anche molto: ho iniziato qui, nel 1983, con il programma DeeJay Television. Ma ora che ci penso, poco dopo il mio arrivo la trasmissione è stata chiusa".

Un'ultima domanda: cos'è per te la felicità?
"È un eccesso, bello ma temporaneo. Io ricerco il tepore che riesce a darti solo la serenità".

Nella sfida ai film delle feste, la storia di Pieraccioni, per quanto ingenua e a tratti irreale, resta forse l'opzione giusta per chi preferisce risate più discrete, pronunciate con quell'irresistibile cadenza toscana che non guasta mai.
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