Intervista a Le Chat Noir

In due per tornare all'essenza del rock: quattro chiacchiere con Teddy, vocalist e chitarrista

Le Chat Noir sono un duo transcontinentale, Teddy Hesper dal Devon in Inghilterra, e Eileen Spruce da Los Angeles. Da quasi due anni suonano insieme, e sono già due gli album al loro attivo, Tales from Silvercity e Deadwood. Sul palco la loro musica fa emergere un lato primordiale, abbiamo  parlato con Teddy pronto per partire con la sua fida compagna e conquistare i palchi italiani.

Ultimamente sulla scena musicale sono apparsi diversi duo, per esempio White Stripes e The Kills. Secondo te è solo una moda oppure due persone riescono a generare da sole il suono perfetto?
"Non abbiamo scelto di essere un duo, è accaduto e ci è sembrato giusto così. Essere in un duo è come essere innamorati - i due membri della band devono avere una certa alchimia per far funzionare il progetto. Per me il rock'n'roll è basato sulle forme più elementari di energia, atteggiamento e passione, quindi penso che il duo sia perfetto per il tipo di musica che facciamo. Quando aggiungi altri membri, le persone cominciano a prendersi più spazio - più assoli, arragiamenti più complessi. Dopo essere stato in una band con cinque persone, volevo fare qualcosa per tornare all'essenza del rock - mi sto godendo questa band più di qualsiasi altra prima."

Dove vi siete incontrati, e come mai avete deciso di formare una band? Una casualità o è stato il destino?
"Io e Eileen ci conoscevamo già prima di cominciare a fare musica insieme. Quando la mia vecchia band si divise ero stanco della musica. Dopo qualche mese cominciai a scrivere canzoni con la chitarra, Eileen era a Los Angeles e ci sentivamo tramite Internet.Quando lei mi disse della sua intenzione di imparare a suonare la batteria, le inviai della registrazioni che avevo fatto per farle fare un po' di pratica. Lei registrò sopra le parti della batteria, quei demo un po' ruvidi avevano un bel sound, mancava solo la parte vocale. Per la prima volta in vita mia ho provato a cantare, e dopo anni passati a dire che non sapevo cantare, ho trovato la mia voce. Con queste prime registrazioni abbiamo creato un profilo su Myspace, e presto abbiamo ricevuto molti riscontri. L'anno scorso, Eileen si è trasferita in Inghilterra per vivere con me e suonare. Non credo nel destino, ma sono veramente contento che ci siamo trovati."

La vostra musica è un rock solido, grande chitarra con dietro una potente batteria, chi vi ha influnzato di più?
"E' divertente sentire come le persone trovino delle influenze di band che a volte nemmeno conosciamo nel nostro sound.  Io e Eileen abbiamo background musicali molto diversi, lei è cresciuta con glam e new wave e il rock inglese degli anni '60. Io invece sono stato esposto a Springsteen, Hendrix, Neil Young, Van Morrinson, Doors, Johnny Cash. Oggi ascolto di tutto, dall'alt country al rock. Eileen è molto interessate al punk vecchia scuola, ma adora anche l'indie inglese. Penso che ciò che ci unisce maggiormente è la tendenza a ricercare una musica che sia quirky (originale) e offbeat (non convenzionale), ma al contempo melodicamente ricca."

Per una band inglese sembra strano utilizzare un tema western, com'è nata quest'idea?
"Mi piacciono molto i film western e in genere i polizieschi, quindi si è sviluppato naturalmente. Quando ho cominciato a cantare i primi demo mi sono reso conto che non volevo raccontare di cose quotidiane. Volevo approcciarmi alle canzoni come se scrivessi dei racconti, creando personaggi e posti dove poteva succedere di tutto - Silver city nel primo album e Deadwood nel secondo. L'idea alla base di Silver city era fondere la città di frontiera con il glamour europeo e il suo oscuro paesaggio urbano. Con Deadwood, invece, ci siamo spostati più all'interno del Selvaggio West, e di conseguenza anche il nostro abbigliamento sul palco ha assunto un certo stile - fa tutto parte di una continua evoluzione."

Ho letto in diverse recensioni che è sul palco che date il meglio di voi stessi, com'è il vostro concerto tipo?
"Quando saliamo sul palco noi diamo sempre il meglio, la musica dal vivo è basata sull'intrattenimento e noi cerchiamo sempre di far divertire tutti.  Eileen è la nostra arma segreta, le persone restano sorprese perchè non sono abituate a vedere una ragazza picchiare così duro sulla batteria!"

Secondo te è vero che i giovani sono meno interessati alla musica dal vivo?
" Credo che ci sia una tendenza a rendere la musica una moda e i ragazzi sembrano più interessati all'abbigliamento associato a una certa musica piuttosto che alla musica stessa. Ho notato che spesso ai concerti i teenager si sforzanotalmente per sembrare cool, che non si lasciano andare e si perdono il divertimento - è un peccato."

Quali sono i pro e i contro di formare una band oggi. E' più facile grazie alle possibilità di internet, oppure le problematiche sono rimaste le stesse?
" Internet ha reso più facile mettersi in contatto con altre band, trovare eventi e fan. Abbiamo venduto centinaia di dischi in tutto il mondo -  più all'estero che in Inghilterra - cosa che sarebbe stata impossibile prima. L'unica pecca è che essendo più facile, molte più persone ci provano - conosco dei promoter che ricevono 30, 40 e-mail al giorno da band che chiedono date, così diventa molto difficile ascoltare tutti e rispondere."

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