Intervista a L'arte è femmina

Incontro con Renato Oliva, gallerista bresciano che rende omaggio con il suo lavoro alle artisti donne italiane

News - Intervista

Nel luogo che fu lo studio del Moretto oggi sorge Reartuno Studio, galleria d'arte e piccola ma preziosa gemma nel diadema artistico bresciano. Il suo coordinatore è Renato Oliva, esperienza ventennale nel settore, che ha scelto ad uno ad uno i pezzi da esporre, in equilibrio fra i suoi gusti e quelli dei suoi clienti. "E' la differenza fra l'artista e il gallerista: quest'ultimo media fra le sue passioni e le tendenze del momento, l'artista invece risponde solo a se stesso". Oliva parla volentieri dello stato attuale del mercato dell'arte e dei meccanismi che lo orientano, di chi produce e di chi compra.

Perchè ha deciso di investire nell'arte femminile?
"Da più di un anno mi occupo di promuovere le opere di artisti donne italiane. Hanno le stesse capacità degli uomini, eppure, ancora oggi, sono vittime di discriminazioni. Il 90% degli studenti nelle accademie è rappresentato da donne, ma la situazione si capovolge non appena si guarda al mondo del lavoro. I collezionisti non vogliono rischiare".

In che senso?
"La mentalità degli imprenditori-mecenati italiani è spesso spocchiosa, l'opera d'arte diventa per loro qualcosa da ostentare, un mezzo di autocelebrazione. Prediligono gli artisti affermati e conosciuti, hanno paura di rischiare e dare fiducia alle poteziali novità o alle nicchie, come appunto l'universo artistico femminile; basti pensare che delle 200 opere riunite nella collettiva sull'arte italiana del '900 tenutasi a Palazzo Reale (MI), solo 18 erano firmate da donne. All'estero l'atteggiamento è diverso, le donne sono molto più apprezzate, i loro lavori valorizzati".

In cosa si differenzia l'arte femminile da quella maschile?
"Le artisti donne producono in media 4 o 5 pezzi all'anno, e con andamento ciclico, incostante; le opere tuttavia hanno più spessore psicologico ed emotivo rispetto a quelle maschili. Preferiscono la forza comunicativa alla quantità numerica. Sono più riservate rispetto ai colleghi uomini e, poichè sono votate all'introspezione, è più difficile avere accesso ai loro pensieri. Hanno bisogno di essere stimolate continuamente, incuriosite, spinte ad esprimersi. Altra differenza è il compito a cui la vita le chiama, quello della maternità: l'essere artista è totalizzante, le distrazioni non sono ammesse. Molte artisti donne sono costrette a scegliere fra la passione artistica e la vita privata perchè non sono in grado di organizzarsi per portare avanti entrambe. Capita tuttavia che dopo la pausa dovuta alla maternita traggano quel fermento che permette loro di maturare nei lavori".

Su che fronti è attualmente impegnato?
"Ad oggi abbiamo due spazi espositivi e a maggio 2008 ne verrà inaugurato un terzo, probabilmente con una mostra dedicata a Carol Rama. Il primo spazio ospita Present&Future, collettiva di artisti donne provenienti da diverse scuole figurative regionali: da Stefania Fabrizi di imprinting romano a Stefania Massaccesi, personaggio curioso che si sente in prestito in questo mondo, alla poliedrica Monika Grycko dell'Accademia di Varsavia. Ancora, tre opere di Carol Rama e poi la graphic art di Ornella Stingo e il trash dell'emergente Alice Andreoli. Nella seconda galleria, nove stampe fotografiche di Giuliano Grittini che rende omaggio all'intima amica Alda Merini con dei ritratti che vogliono carpirne l'anima. Anche qui è il trionfo della donna: l'occhio di Grittini scompare di fronte al vissuto e al genio creativo della grande poetessa, colta in alcuni momenti nella sua casa sui Navigli e in compagnia di amici come Dario Fo".

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati