Intervista

Intervista a Jennifer Gentle

Dalla passione per gli horror ad una favola pop-psichedelica

Breve pausa cena, cambio vestito e via...la fedele 92, compagna di tanti viaggi nelle serate metropolitane, mi porta verso il Colony, di vintage vestito per "...palying at my house". Scendo dal filobus e con passo deciso mi dirigo al locale. Sento una voce alle mie spalle "Signorina...signorina..." non mi volto, che è meglio! Mi affianca un ragazzo e mi dice "Le è caduta la penna". "Ah, grazie mille" sorrido. Poi riconosco un'altra voce che parla con spiccato accento veneto e dice qualcosa su Padova, mi giro ed è proprio Marco dei Jennifer Gentle, con cui mi son sentita telefonicamente nel pomeriggio. Mi presento. Strange way to know someone... Continuiamo la strada insieme, anche se l'intervista sarà dopo il concerto.

Ad aprire la serata i Naif, gruppo valdostano di R'n'B-Classic-Folk, dal suono raffinato e innovativo, cantato in lingua italiana e francese. 15 strumenti per 4 ragazzi.

Ed ecco sul palco i Jennifer Gentle: Marco Fasolo, Alessio Gastaldello, Nicola Crivellari e Isacco Maretto. Pop-rock dalle colorate psichedelie che subito mi conquista, richiamando alla mente atmosfere beatlesiane. Nel mondo dei JG si sta come in un acquario di suoni spiraliformi, cullati dalla spontaneità di quattro ragazzi che non s'atteggiano a rock star, nemmeno dopo aver inciso un album ("Valende") per la Sub Pop, etichetta dei Nirvana. A fine concerto facciamo due chiacchiere con Marco Fasolo, cantante e chitarrista dei JG.

Perchè la scelta di questo nome per il gruppo?
"Jennifer Gentle è il personaggio di una canzone dei Pink Floyd, una strega. Ci piaceva sia per il riferimento all'immaginario dell'oscuro, sia per l'ambiguità... siamo una band di quattro uomini col nome di una donna."

Raccontaci come siete arrivati alla Sub Pop.
"Avevamo inciso un disco per un'etichetta australiana che l'aveva mandato anche in U.S.A.. Un responsabile della Sub Pop lo trovò in un negozio, fu incuriosito dalla copertina che era un mio disgegno di un demone colorato e ci contattò."

La primavera scorsa siete stati in tour in U.S.A.. Com'è andata?
"Molto bene. Abbiamo fatto 40 date in 45 giorni. Purtroppo non abbiamo potuto suonare in acustico perchè non avevamo più spazio per gli strumenti in aereo. Particolare è stato il laser-show nell'auditorium cupola del museo delle Scienze di Seattle. Tra giochi laser e fumo siamo risultatai ancor più psichedelici. Belli anche i concerti di New York e Los Angeles. Sia il pubblico che gli addetti ai lavori ci hanno accolti con entusiasmo. Ancora dopo un mese e mezzo dalla nostra torunèe uscivano buone recensioni. La Sub Pop ci ha seguiti personalmente."

Che differenza hai notato tra il pubblico americano e quello italiano?
"In America c'è più attenzione al dettaglio. Ti seguono dalla musica al modo in cui la suoni. In media, a casa di ognuno, puoi trovare molti vinili e audiocassette. C'è maggiore ascolto, maggiore conoscenza e quindi maggiore interesse. Anche nelle città più piccole vi sono diversi spazi per la musica live."

Tornando alla spiegazione del vostro nome. Che rapporto hai con le entità intangibili?
"Non è che io legga libri sull'occultismo, ma mi piace, come immaginario, il mondo delle streghe, del mistero. Adoro i film horror, il mio preferito è "Suspiria" di Dario Argento."

Cosa credi che abbia influito sul tuo modo di comporre?
"Fin da piccolo disegnavo mostri, amavo i Beatles e Mozart. Ancora oggi ascolto quella cassetta. Comunque spazio dagli anni '50-'60 al jazz alla Sun Ra Orchestra."

Dove credi che risieda la forza della vostra musica?
"Nel fatto che ci divertiamo e facciamo quello che ci piace veramente fare. Stiamo per raggiungere un suono personale grazie al quale far trasparire il nostro carattere, la personalità. Siamo anche psichedelici, ma diamo sempre un occhio al pop inteso come musica fruibile. La psichedelia non deve essere una cosa fine a se stessa, bensì fatta in funzione di altro. E poi abbiamo molta autoironia."

Come credi che sia un vero artista?
"Artista è qualcuno che riesce a fare una cosa a modo suo, raccontandola attraverso la sua esperienza e usando i mezzi a sua disposizione. Noi siamo partiti da zero, non avevamo niente. Col tempo, in 3/4 anni, abbiamo acquistato gli strumenti e i mezzi son cresciuti insieme all'esperienza. Così abbiamo raggiunto sempre maggiori risultati."

Che progetti avete per il futuro-prossimo?
"C'è il nuovo disco e da gennaio un tour in Spagna, Belgio e Olanda."

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