Intervista a Izumi Fujiwara

Un'artista giapponese trapiantata a Milano che si perde tra colori e forme fantastiche

Izumi Fujiwara è un'artista giapponese che da qualche anno vive a Milano. Alla città ha regalato i colori dei quoi quadri, delle sue scenografie teatrali, dei suoi murales, insieme ai soggetti di fantasia di cui le sue opere sono popolate. Ha esposto alla Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele e alle scorse giornate di Oriente sui Navigli. Nella presentazione sul suo sito web spiega:"mi piace pensare che il suo disegno abbia sullo spettatore lo stesso effetto della neve che cade quando si sale in montagna: come la neve cade silenziosa sul paesaggio, così le emozioni si svilappano nell'animo di chi guarda". Un'ultima piccola nota prima dell'intervista: il nome dell'artista significa "sorgente dalla terra".

Ci puoi spiegare come sei arrivata in Italia e come nascono le tue opere?
"Prima di arrivare a Milano vivevo come poetessa in Giappone, a Tokyo. Partecipavo a reading e a spettacoli dove ai miei versi si accompagnava la musica. Sono arrivata in Italia nel 2003 per continuare a lavorare in questo ambito, da allora però è attraverso il disegno, attraverso i colori che cerco di raccontare  il mondo, come prima facevo con le parole. Dipingere e disegnare è stata un'esigenza nata qui a Milano e si è sviluppata insieme alla difficoltà nell'imparare una lingua nuova con cui esprimermi".

Il tuo immaginario sembra fitto di figure animali, c'è un motivo?
"Non ho ancora capito esattamente perchè mi sento attratta dagli animali e perchè da alcuni in particolare. Tutto quello che so è che ho cominciato a disegnarli a china, e quindi in bianco e nero, poi sono passata al colore, anche perchè nel frattempo ho iniziato a creare scenografie per spettacoli teatrali destinati ai bambini: lì la mia fantasia ha trovato libero sfogo".

Hai cominciato la tua "seconda vita" da artista con un soggetto molto italiano: Pinocchio.
"In Giappone è un soggetto molto popolare. Ho realizzato alcune serigrafie dove è sempre molto forte l'elemento fantastico: nelle mie opere è la componente più spiccata, come dicevo prima, e devo dire che riscuote sempre molto successo tra i bambini. La mia esperienza di "insegnante" in alcuni laboratori di pittura per bambini in una scuola elementare me lo conferma".

Hai realizzato anche un quadro raffigurante il Duomo di Milano...
"Amo piazza Duomo! Nella mia opera non c'entra assolutamente la religione, anzi ho voluto arricchire questo edificio milanese con i colori che amo di più e rendergli omaggio  "contaminandolo" con i miei soggetti fantastici".

Cosa pensi di questa città?
"Quando sono arrivata qui sono stata per ospitata da una mia amica stilista di moda, non ho mai vissuto in centro ma questa città mi piace tutta. Devo dire che amo molto il verde, l'aria aperta. Io però vengo da Tokyo, una città decisamente più caotica di Milano, e qui non mancano i parchi ed è possibile raggiungere in breve tempo la campagna".

Rispetto a Tokyo c'è qualcos'altro che ti sembra di trovare a Milano?
"A Tokyo la vita è molto più cara, inoltre, sebbene mi piaccia la cucina del mio paese, non vivo certo di sushi! Cucino piuttosto bene, specie piatti italiani: per me fare la spesa nei mercati rionali o di quartiere è un piacere, con tutte quelle bancarelle di frutta e verdura, colorate e ricche! Ecco, tutto questo a Tokyo non si trova più".

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