Intervista

Intervista a Ivano De Matteo

Il regista de "Gli equilibristi" racconta la storia di un padre precario e separato. Nel cast, Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova

Al Lido non gareggiava nel Concorso internazionale, ma a giudicare dai consensi ricevuti e dalle emozioni suscitate, un segno l'ha proprio lasciato. Si tratta de Gli equilibristi di Ivano De Matteo, presentato alla 69esima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti e in uscita nelle sale il 14 settembre. Racconta la parabola discendente di Giulio (un intenso e convincente Valerio Mastandrea) dopo il suo tradimento nei confronti della moglie Elena (Barbora Bobulova). Costretto a vivere fuori casa, l'uomo cerca lavoretti temporanei che gli permettano di far fronte a spese sempre più ingenti, tentando al tempo stesso di nascondere frustrazione e stanchezza. Ma la situazione presto precipita e Giulio comincia gradualmente a perdere il controllo. Ne parliamo con il regista e con gli interpreti Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova.

Ivano, come è nato il progetto?
"Da sempre tento di affrontare temi sociali: il mio precedente lungometraggio, La bella gente (mai distribuito in Italia, ndr) parlava di prostituzione. In questo caso invece ho preso spunto da un articolo pubblicato nel 2007 sull'Espresso, che si intitolava proprio Gli equilibristi. Così ho iniziato a documentarmi sul campo, poi ho accantonato il progetto per un po', l'ho ripreso ed eccoci qui. Proporre una storia del genere in un momento in cui si preferiscono le commedie è un bel rischio, ma siamo molto soddisfatti del risultato".

Di cosa parla il film?
"Apparentemente di un tradimento e delle sue conseguenze. In realtà il tema principale è l'equilibrismo economico, una piaga che ormai colpisce il ceto medio, non più il proletariato. Arrivare a fine mese è sempre più difficile e un solo lavoro non basta. Nel film ho cercato di raccontare la crisi economica da un punto di vista privato, quello di un microcosmo familiare, o meglio, quello di un individuo, Giulio". 

Perché ha voluto proprio Valerio Mastandrea?
"In Italia non avrei potuto scegliere nessun altro: Valerio ha un volto da clown, comico e drammatico al tempo stesso. Dietro la maschera 'brillante', nasconde sentimenti opposti e riesce a trasmettere dignità e pudore con estrema naturalezza". Gli fa eco Barbora Bobulova: "Valerio ha una malinconia di fondo che lo rende unico, è perfetto per interpretare Giulio".

Valerio, cosa l'ha spinta ad accettare questa parte?
"Diciamo che non ho il physique du rôle per interpretare il supereroe palestrato o il poliziotto aitante: i ruoli che mi propongono sono sempre di un certo tipo. A parte gli scherzi, conosco Ivano da tempo e ho subito intuito che ci sarebbe stata la possibilità di perlustrare il personaggio da molteplici angolazioni. Giulio è una figura tragicomica: è dotato di profonda autoironia, fino a che non inizia una vera e propria caduta libera".

Al momento della presentazione in Laguna, i protagonisti non avevano ancora visto il lungometraggio nella sua interezza. Hanno scelto di assistere alla proiezione insieme al pubblico del Festival, e si sono gustati un lungo, meritato applauso.

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