Intervista a Ila

Milano adotta una giovane cantautrice genovese

All'anagrafe ha un altro nome, ma preferiamo lasciarlo fuori dal contesto musicale. Scovando nella musica indipendente salta fuori Ila, genovese di nascita e milanese di adozione, che esordisce con il suo primo album: Malditesta (etichetta CinicoDisincanto). I suoi brani stuzzicano il pop-rock e miscelano world music con sfumature di jazz...

Ila, lei è della città natale di Fabrizio De Andrè. Quali sonorità si porta dietro da Genova?
"Strano a dirsi ma ho cominciato ad ascoltare De Andrè qualche anno fa. Da ragazzina ascoltavo musica straniera: Nirvana o Beatles, e del cantautorato italiano ho sempre apprezzato Dalla e Concato. Credo che le cose che davvero mi porto dietro da Genova siano il mare, l'odore del salino, il chiacchiericcio dei gabbiani, le nuvole, soggetti spesso presenti nei miei testi, in più di una canzone".

Quali energie ha invece metabolizzato da Milano, la sua città adottiva?
 "Milano mi ha svegliata, cresciuta, ha scrollato via quell'ingenuità che mi ha sempre contraddistinta e mi ha riempita di nuove esperienze e mi ha fornito nuovi spunti per scrivere e scrivere".

Parliamo di questo album... Lei si spinge molto verso le contaminazioni. Non è rischioso qualche volta?
 "Se per rischioso s'intende scrivere un pezzo poco pop, allora diciamo pure di sì, e che il rischio è il mio mestiere. Mi spiego: non mi è mai interessato assecondare i gusti delle radio, ma arrivare alla gente, arrivare con le parole e la musica, le emozioni.  Ho un background di ascolto molto vario, dal rock ai cantautori stranieri, dal funk all'etnica, da De Andrè ai Soulwax, quindi passato il momento nudo e crudo della composizione, dove ci siamo solo io e la chitarra, i vari influssi si fanno sentire e vengono allo scoperto negli arrangiamenti. E' sempre meglio essere sinceri con il pubblico, anziché nascondersi dietro ad arrangiamenti facili per arrivare prima..."

Internet e la musica hanno trovato nuove direzioni. Quale preferisce?
"Credo che uno dei posti più interessanti sul web sia Myspace. Si possono ascoltare band che altrimenti non arriverebbero mai nelle nostre case e soprattutto musicisti stranieri che mai sentiremmo in Italia. Si possono scambiare critiche da una parte all'altra del globo, quindi per me in quanto musicista è davvero importante. Per quel che riguarda la vendita di musica direi che vale un nome per tutti, ITunes, che permette di essere distribuiti nel web anche all'estero e in tutta Italia con un semplice click. Il connubio tra Myspace e Itunes (o Amazon e altri)  permette infine di scoprire nuove realtà e di poter acquistare i loro dischi che altrimenti non si potrebbero trovare nel negozio sotto casa".

Il mercato discografico  tradizionale naviga nel buio, mentre tra le etichette indipendenti c'è ancora qualche sorpresa. Cosa ne pensa?
 "Spero che le etichette riescano a farsi sempre più spazio senza doversi piegare sempre alle regole di mercato".

Chi musicista vorrebbe domani come produttore?
"
Sinceramente, non saprei... e poi con l'attuale produttore artistico Paolo Filippi e il suo socio Teo Marchese le idee non mancano, anzi..."

Cosa fa nel tempo libero?
"Creo siti internet, sono drogata di serie TV come 24 e LOST, scrivo format, faccio la maglia e sferruzzo, montaggi video e fotografia...  Durante le vacanze compongo e arrangio con Teo marchese le canzoni elettroniche del progetto 2HeZ."

Ha ancora il tempo di sognare? Quale sogno resta appeso ad un filo?
"Il tempo per sognare deveesserci, sempre, altrimenti cosa ci resta? Ogni volta che raggiungo un traguardo, arriva il sogno successivo.  Con la musica è stato così: volevo suonare e ho preso la chitarra in mano, volevo una band e l'ho formata (parliamo del 1995!), volevo un produttore e l'ho trovato... e così via. Adesso il disco, tanto sudato e i sogni ruotano intorno al suo esito. Il mio sogno in fondo è sempre lo stesso: emozionare le persone che mi ascoltano, arrivare diritti dentro di loro!"

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