Intervista a Il Nucleo

Lasciare una major per un'etichetta indipendente può avere i suoi vantaggi

Nata nel 1998 a Reggio Emilia, Il Nucleo è la band di Andrea Zanichelli, Luca Canei, Mauro Buratti e Marcello Presi, dal sound rock misto all'elettronica. Dopo due album con Sony/BMG, hanno pubblicato il loro terzo disco Io prendo casa sopra un ramo al vento con Riservarossa Records, label ideato da Claudio Maioli (produttore di Luciano Ligabue).
Testi diretti e sinceri, per un album che attraverso i suoi nove brani esprime il desiderio di fuga dalla realtà.

Andrea, ci racconti come è nato il vostro connubio rock-elettronica?
"Agli albori eravamo una rock band. Poi a Reggio il Maffia Club ha iniziato a portare gruppi di musica elettronica e così ci siamo avvicinati a questa nuova cultura."

Musicalmente parlando, com'è Reggio Emilia?
"Un'isola felice. Ci sono tanti locali, che ci hanno dato la possibilità di esibirci. Comunque sia è pur sempre un piccolo centro e per farti conoscere devi puntare a città più grandi come Milano."

Quali gruppi seguite in particolare?
"Ci piacciono molto i Justice, Ladytron e naturalmente i Daft Punk, un duo a dir poco stimolante. Poi ancora gli Arcade Fire, fino ai Radiohead e Coldplay."

E dal panorama italiano?
"I Bluvertigo, ai quali "dobbiamo" il nostro nome (è il titolo di uno dei brani dell'album Metallo non Metallo, ndr), Morgan e Subsonica. Questi ultimi a mio parere hanno portato in Italia il giusto mix fra rock e elettronica."

Ci parli del nuovo Io prendo casa sopra un ramo al vento?
"Siamo trentenni, e l'album è una sorta di primo bilancio, dal quale vien fuori un quadro non roseo. Viviamo in un'era caotica, in cui non è possibile fare progetti. Il linguaggio è semplice, ed abbiamo messo da parte gli estetismi. Adorando Battiato, in un certo senso lo ripercorrevo, ma adesso siamo alla ricerca di un nostro stile. Rispetto ai primi due dischi, il rapporto rock/elettonica è più equilibrato, se nel primo c'era troppa elettronica, nel secondo avevamo dato più spazio al rock."

Perchè questo titolo?
"Oltre alla voglia di scappare, esprime anche la necessità di guardare le cose da un altro punto di vista. Ovviamente non dall'alto al basso, ma da un'altra prospettiva."

Eravate con Sony/BMG adesso con Riservarossa, cosa è cambiato?
E' un altro mondo quello delle etichette indipendenti, senti il rapporto umano, cosa che avevamo perso quando Sony e BMG si sono fuse. Adesso ci sentiamo più coinvolti, come poterci confrontare con il regista dei nostri video. E poi, sul nostro MySpace abbiamo potuto caricare più brani del nuovo album.

Per un musicista, credete sia importante Internet?
Assolutamente, ha incrementato la nostra notorietà e ci ha fatto conoscere tanti nuovi gruppi. Inoltre grazie al MySpace, si crea una sorta di punto d'incontro fra virtuale e reale: chi ci ascolta, viene alle nostre esibizioni; chi ci vede in concerto, scrive o manda un commento."

Avete aperto i concerti di Ligabue e partecipato al nuovo Fly Festival di Bresso. In quale altro grande evento seognate di partecipare?
"Italia Wave (un tempo Arezzo Wave, ndr) o l'Heineken Jammin' Festival."

Un sogno nel cassetto?
"Fare di questo lavoro la nostra vita, non solo la musica impegna le nostre giornate. Io per esempio sono anche un geometra!"

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