Intervista a I Pooh

Il complesso più amato festeggia 40 anni di carriera con una raccolta antologica, un libro e una nuova tournée. Noi li abbiamo incontrati per voi.

Mentre mi reco al quartier generale dei Pooh per intervistarli, in occasione del loro 40° compleanno, mi vengono in mente una miriade di canzoni che acciuffano ricordi, emozioni sospese, quattro decenni del nostro Belpaese, milioni di fan, tanti riconoscimenti. Con il doppio cd antologico La Grande Festa (31 grandi successi + 2 inediti), in tutti i negozi di dischi dal 18 novembre, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D'Orazio e Red Canzian iniziano i festeggiamenti per i 40 anni di carriera che proseguiranno per tutto il 2006 con diverse iniziative. Oltre ad una tournée speciale (i quattro saranno il 7 aprile 2006 al Forum di Assago), esce oggi in libreria il volume curato dal giornalista Sandro Neri dal titolo Pooh - La Grande Storia 1966-2006 (Giunti, 266 pagine, Euro 25,00), un'occasione unica per ripercorre analiticamente tutte le tappe dell'evoluzione del gruppo, dalla prima formazione ad oggi.

Come rotolano i ricordi, pensando a tutto questo tempo passato assieme? 
Red: "I ricordi sono legati ai cambiamenti epocali di questi decenni. I Pooh, con il loro percorso musicale, hanno attraversato quattro decenni della storia del nostro paese. Dalla voglia di rivoluzione degli anni sessanta al travaso degli anni settanta,  passando dalle balere ai palazzetti dello sport, per suonare in posti molto diversi. Non eravamo più soltanto melodici ma ritrovavamo anche la nostra anima rock. Poi il tempo dei grandi viaggi, della ricerca girando il mondo in studi di registrazione nuovi, la voglia di rendere internazionale la nostra musica. Gli anni ottanta, musicalmente vuoti, si sono rivelati importanti nella ricerca con il passaggio dall'analogico al digitale. Negli anni novanta siamo poi entrati nel tunnel sonoro della grande tecnologia. Un decennio di consapevolezza, con la nostra maturità ed un impegno sempre più marcato verso il sociale".

Perché l'aspetto sociale che fuoriesce da alcune canzoni non è stato colto subito?
Dodi: "I media avevano stabilito che noi eravamo un complesso melodico-romantico. Noi non ci siamo schierati da nessuna parte. Molti pensavano che solo certe persone potessero occuparsi di determinati argomenti. Meglio tardi che mai. Anche le nostre recenti missioni umanitarie in paesi come il Nicaragua e il Kosovo hanno testimoniato che non abbiamo cantato soltanto l'amore. Quando si arriva a questi compleanni, tutto viene percepito meglio".

Nel 1976 siete diventati imprenditori di voi stessi. Una bella sfida per l'industria discografica di quel tempo...
Red:"Lo abbiamo fatto per difenderci dai momenti bui. Quando fai parte di un'azienda, nell'anno in cui rendi meno, rischi di rimanere indietro. Ad un certo punto ci siamo voluti difendere dal punto di vista artistico ed intellettuale ed essere vittime e carnefici delle nostre scelte. Abbiamo una mentalità imprenditoriale perché siamo organizzati. Ma ragioniamo all'inverso, prima sposiamo l'idea e poi pensiamo a quanto verrebbe a costare".

Che significato hanno queste 40 candeline?
Stefano:"E' un grande orgoglio soprattutto per guardarci indietro, poiché in questi anni di questi momenti ne abbiamo avuto davvero molto pochi. Forse abbiamo sottovalutato il miracolo di questo gruppo, che ha fatto cose straordinarie. Per noi vivere quello che facciamo diventa quasi routine. Noi attraversiamo i nostri entusiasmi, le nostre crisi, i nostri momenti di dissapore reciproco, che sono per fortuna l'uno con l'altro e mai tutti contro tutti, sempre rivolti ad un progetto unico. Quattro persone diverse, di quattro città diverse, con quattro modi di fare musica. Belle coincidenze. Oggi rivendichiamo con orgoglio questo traguardo e ci meravigliamo di essere arrivati fin qui".

Insieme a Valerio Negrini hai scritto i pezzi storici dei Pooh. Come nascevano le canzoni?
Roby: "In qualsiasi momento e in un luogo qualsiasi. Poteva essere una stanza d'albergo o in un pullmino. Piccola Katy è nata grazie ad una poesia che feci leggere a Valerio. Poi è rimasta nel cassetto per diverso tempo e l'ho ripresa un giorno a casa mia. Pensiero è nata invece in un pomeriggio mentre ero seduto al pianoforte e Valerio era sdraiato su un materasso. Lui farneticava pensiero, pensando al Va' Pensiero di Verdi, ed io provavo degli accordi al pianoforte. Con gli anni i momenti della composizione sono cambiati, trovando ognuno i suoi spazi e poi incontrandosi per far sposare musica e parole. La filosofia dei Pooh è quella di lasciare spazio all'istinto, alla fantasia, lasciandoci stimolare a vicenda perché siamo sempre alla ricerca di emozioni".

Che effetto vi ha fatto rileggere il vostro percorso nel libro di Sandro Neri "La Grande Storia"?
Stefano: "E' un bel modo di ritrovarci. Questo libro è stato autorizzato prima di essere stato scritto, non perché sia stato condizionato, ma perché Sandro Neri è riuscito a ripescare fatti e vicende legate alla nostra storia che neanche noi ricordavamo. E' un vademecum su un progetto che ci ha visti protagonisti per 40 anni con coerenza artistica e musicale."

Come vivono i Pooh questo presente incerto e pieno di contraddizioni?
Roby:"E' un momento difficile, delicato e preoccupante. Avvertiamo anche un momento di grande trasformazione che non sappiamo dove ci porterà. Credo che riusciremo comnque a trovare la soluzione per uscirne salvi. Per noi che siamo uomini che fanno musica da molti anni è preoccupante anche per le difficoltà che la musica vive in questo momento, così come lo scenario non è dei migliori neanche per i nostri figli. Questo stato di incertezza deve spingerci a reagire, a far di meglio per il domani".

Qualche anticipazione sulla prossima tournée? 
Red: "Sarà un grande percorso musicale attraverso tutte le sfere della musica che abbiamo attraversato. Quale miglior modo per un gruppo come il nostro se non quello di festeggiare in compagnia della musica. Questo momento, di fatto, lo vogliamo anche condividere con il nostro pubblico che da sempre ci segue e ci sostiene. Non è un caso che nel brano La Grande Festa, il coro sia formato dai nostri fan, selezionati apposta per l'occasione". 

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