Intervista a I Cosi

Dai live travolgenti milanesi al singolo trascinante, una nuova scintilla nel panorama musicale italiano

Milano ispira, inventa e trattiene idee, sound, persone, stili. Nei suoi locali, piccoli e non più fumosi, ha fatto da tempo irruzione la realtà dei Cosi, trio milanese, forte di una cultura musicale che vede in Modugno, Tenco, Paul Anka e Bindi, la paternità del loro stile musicale. I tre ragazzi non nascondono una sensibilità testuale che stupisce con il ritmo so '60 che fa ballare: belli e solari svelano la loro energia con occhi vispi e dolci.

Il vostro album di debutto "Accadrà", ha un tema, la fine di un amore, che viene indagato nelle sue diverse sfumature. A questo aspetto un po' tragico si associa un'ilarità musicale che stupisce. Come siete risuciti a coniugare iroina e dolore?
Marco: "Abbiamo preso molto dalla musica anni '60, dove, forse forti di un ottimismo culturale ed economico ad oggi svanito, si riusciva a trattare tutti i temi nella più completa spontanità ed autoironia. Mi viene in mente la disperazione nei testi di Bindi o Tenco. Anche noi come gruppo siamo arrivati a questo atteggiamento dopo una decina di anni che suonavamo insieme. Ci siamo presi una pausa e abbiamo ricominciato da zero, scoprendo ironia e scuola di musica italiana, compreso il loro modo di raccontare il dramma. E' così che nasce Accadrà, con una ricostruzione filologica della musica, solo che al posto dell'orchestra ci siamo noi tre."

Nell'album c'è un brano dolcissimo La neve a Milano, che ha qualcosa di estremamente femminile. Com'è nata?
Marco: "Questo pezzo nasce come un temino, richiama un aspetto infantile di me, basti vedere la ricerca delle rime con il Fa. L'ho scritto pensando a tutte le immagini femminili: Milano, la Neve, la Donna, il tutto avvolto da uno stupore che ho recuperato nel ricordo della grande nevicata dell'85. E' come se fosse un cucciolo di donna che si sveglia e guarda il mondo. "

Il vostro primo singolo Domani, incarna molto bene il vostro stile, anzi forse lo estremizza...
Antonio: "La scelta del singolo è stata difficile perchè deve rappresentare una sintesi stilistica. Accadrà è una sfumatura di noi, l'album ha un insieme di canzoni che vanno dalla ballata romantica a pezzi più ironici. Il nuovo singolo Rosa è una canzone manifesto dei Cosi, con struttura bindiana e diversi livelli di lettura, è aperta, è un tango rallentato, la scrittura è stata dolorosa e complessa e le ha lasciato quell'ambiguità."

Voi amate moltissimo i live, com'è il pubblico, come vi vede e reagisce?
"Noi adoriamo coinvolgere il pubblico, vederlo ballare, come un episodio nella Sanremo vecchia, dove il pubblico si è stretto in un localino e si è lasciato trasportare. Il pubblico milanese delle volte è intimidito, non balla forse per via della gente stessa, oppure perchè studia e osserva il gruppo, facendoci sentire quasi sotto esame. Altre volte invece, le più belle, si lascia travolgere e capta la nostra verve. Allora tutto il nostro sound prende senso e si appropria di ironia e spontaneità."

La scena milanese, fra locali, e Myspace, è stata travolta dall'indie tendenza che più che produrre musica produce cloni e acconciature. Voi come la vedete l'attuale scena milanese?
Stefano: "Myspace è un trampolino di lancio a cui anche noi dobbiamo, ma dopo deve esserci altro, è solo un tramite. La scena indie richiama modelli anglosassoni e forma un cerchio chiuso di persone, locali, concerti. Il nostro percorso è semplicemente diverso, torniamo alle radici della musica italiana, di un passato florido che ci ha spinto a creare il nostro sound, e di cui omaggiamo orgogliosamente la paternità."
 

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