Intervista a Handy Dandy Design

Giorgio Salama Robino è il designer che ha aperto il nuovo negozio milanese

Ha appena aperto vicino alle Colonne di San Lorenzo un nuovo negozio di interior design. Si chiama Handy Dandy Design Store, a crearlo, Giorgio Salama Robino, un passato da architetto e un presente da disegnatore di mobili. Siamo passati in negozio per conoscerne filosofia e proprietario.

Giorgio, raccontaci come sei arrivato dallo studio di architettura a un'attività in proprio come quella di Handy Dandy Design. 
"Lavoravo principalmente nelle ristrutturazioni, tre anni fa però ho cominciato a sentirmi un po' frustrato dal confronto con i
costruttori. In genere non si sa quanto poco potere contrattuale abbiano gli architetti, archistar a parte ovviamente. Così un po' per caso, un po' per passione ho iniziato a fare progettazione di mobili, insomma, a fare design e l'anno scorso è nata Handy Dandy. Il negozio è una tappa del percorso, mi piacerebbe un giorno aprire anche in altre città".

Qual è stato il primo mobile che hai progettato?
"Un amico mi aveva chiesto di pensare a una soluzione per nascondere tutti i cavi che "infestavano" la sua scrivania: non erano solo fastidiosi, ma anche poco estetici. Ne è nato 
Join, un mobile per computer che non sembra affatto tale. La sua particolarità è la connection box: una centralina dove si concentrano le connessioni con stampante, telefonino e altre prese. Ogni ripiano che compone Join ha delle canaline nascoste per il passaggio dei cavi".

Il costo?
"Intorno 
ai duemila Euro, ma dipende perchè il prodotto va personalizzato: quando penso a un mobile penso anche a come adattarlo all'ambiente in cui si inserisce".

Handy Dandy Design vuole dare spazio anche alla tecnologia, in che senso?
"Per me fare l'unione di tecnologia e design non significa ricerca esasperata del
progresso, ma agevolare la nostra vita quotidiana. Al mobile da bagno Swing, per esempio, ho integrato una radio FM con mp3 e casse a scomparsa: l'abbiamo trattata in maniera particolare per impedire che l'umidità la danneggiasse. E poi ho usato degli interruttori a sensori. Oltre a fare sempre un certo effetto, sono più sicuri per l'accensione di luci e apparecchi elettrici, in realtà si tratta di una tecnica già disponibile: io l'ho declinata a un uso particolare.

Cioè?
"Lo specchio e il lavello hanno delle lampade a LED che si illuminano in questo modo. Così si ottiene una luce più adatta per truccarsi, per esempio, oppure si può usare la luce del lavandino come luce d'emergenza".

Tracce di tecnologia si trovano in tutti i mobili di Handy Dandy?
"No, però quando ho iniziato a pensare alla libreria Still, mi ero fissato con le canaline per i cavi. Stava diventando un'ossessione, così ho lasciato passare un po' di tempo e mi sono riavvicinato al progetto diversamente. Ho costruito la libreria sull'accostamento di un modulo composto da un rettangolo sormontato da un cubo. Se si guarda attentamente il mobile si può intravedere come esso sia il risultato dell'accostamento sempre diverso di questo modulo base".

Chi lavora insieme a te da Handy Dandy Design?
"Ho uno staff di designer, mio socio è invece Pier Angelo Bassoni. A lui spetta la parte più "pratica", perchè possiede una falegnameria a Ghisalba, in provincia di Bergamo, dove costruisce quello che Handy Dandy Design progetta".

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