Intervista

Intervista a Giuseppe Tirelli

Tra fantasia e realtà, tre dimensioni per vedere la vita

"In ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e uno nell'abisso", da questa frase, che non ha padrone, scritta dalla figlia di Giuseppe Tirelli nel suo studio, nasce il nome della mostra ad Agoràrte, Sculture sospese tra due mondi. Dal 22 Settembre al 22 Ottobre si potrà ripercorrere la produzione plastica dell'artista piacentino, tra Angeli, elfi, Peter Pan, Pinocchio e altri personaggi dell'immagianrio discesi tra noi comuni mortali. Ma la fantasia non muore mai! Abbiamo fatto due chiacchiere con Giuseppe, dalla voce brillante ed entusiasta.

Quando hai iniziato il tuo percorso aritstico?
"Ho scoperto la passione per l'arte un po' tardi, nel 1988, quando avevo già 31 anni. Mi sono iscritto ad una scuola d'arte, specificando d'essere interessato solo alla pittura e non alla scultura. Poi, tra una lezione e l'altra, andavo a curiosare nell'aula di scultura e mi sono cimentato con le prime forme e così eccomi qua."

Mi descriveresti come nasce una tua scultura?
"Prima arriva un'idea, poi ne arrivano tante e le vaglio. Faccio un bozzetto, perchè grazie al disegno si capisce se l'idea può avere tridimensionalità, soprattutto nell'ambito della figurazione. Una scultura è mille disegni messi assieme, se non li fai è difficile che l'opera resti in piedi. Raramente mi servo di modelli, ma traccio il disegno sia su fogli che sulla terra."

Cosa provi quando scolpisci?
"Mi rilasso, mi distacco e mi concentro sul lavoro, non pensando più alle preoccupazioni quotidiane. Comunque le preoccupazioni non devono essere di quelle gravi, altrimenti ti impedirebbero di riuscire a creare. Spesso tengo la musica in sottofondo, da quella rock al pop. A volte musica classica, ma questa necessita di maggior attenzione."

Parlami della mostra in corso ad Agoràrte.
"Vi sono i mieie lavori dal 1994 ad oggi. Particolari sono soprattutto un Pinocchio che cerca le stelle e un Peter Pan accovacciato, che se si alzasse in piedi sarebbe un omino alto un metro e cinquanta. E' un percorso attraverso i due mondi della fantasia e della realtà."

Com'è vissuta secondo te la scultura ai nostri giorni?
"In generale fa un po' "paura". Credo sia per le dimensioni e l'impegno fisico che comporta avere un'opera tridimensionale in casa. C'è disabitudine, cosa che invece non avveniva presso gli antichi Greci, che ne capivano di bellezza..."

Quali sono le tecniche che prediligi?
"Essendo io un modellatore, uso prevalemente terracotta, bronzo, pietra sintetica a base di polvere di pietra.

E invece quali sono le altre passioni di un'artista?
(Ride) "Quelle di tutti gli uomini. Mangiare e bere bene, in compagnia. Divertirsi."

Cos'è il divertimento?
"E' uno stato dello spirito, dove lo spirito gode. Non è il piacere assoluto, ma è temporaneo e condiviso."

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati
  • ARGOMENTI