Intervista a Gigi Simeoni

Il fumettista autore dell'albo "Gli occhi e il buio" ha creato un novello Dottor Jekyll e Mr Hyde nella Milano della Belle Epoque

Annus Domini 1907. Per le strade di Milano si aggira Alessandro Simonetti, novello dottor Jekyll / Mr Hyde: artista e assassino seriale. Come è finito ad ammazzare innocenti? Che cosa vuole? Chi lo fermerà? Dalla vena artistica del fumettista Gigi Simeoni nasce questa storia, contenuta nell'albo Gli occhi e il buio (Sergio Bonelli Editore, Euro 8,00). Fantasia galoppante, creatività a fiotti e grande volontà dovrebbero essere doti di simili artisti.  Sotto l'accento bresciano, Simeoni rivela tutto questo. Ed è pure un tipo alla mano.

Gigi Simeoni è nato nel 1967, ma quando è nata la tua firma, Sime?
"Sime è il mio soprannome fin da quando ero studente. Professionalmente nasce alla fine del 1989, quando ho cominciato a collaborare con Acme/Macchia Nera. All'inizio della mia carriera pensavo di avere una lunga china da risalire, invece ho avuto la fortuna di lavorare con professionisti che mi hanno offerto grandi occasioni. Senza evitare però incontri con editori privi di scrupoli, ma in questo modo ci si fa conoscere. Poi editori più seri mi hanno chiesto di creare personaggi tutti miei, il che per un disegnatore è il massimo!"

Invece da dove arriva "Gli occhi e il buio"?
"La voglia di raccontare la follia che nasce da una mente creativa l'avevo da parecchio tempo. Sono attratto dalle patologie mentali, fin da quando ho lavorato in un ospizio dove erano ricoverati anche ex degenti di ospedali psichiatrici. Gli episodi ambientati alla Cà Granda di Milano in "Gli occhi e il buio" sono legati proprio a quella esperienza".

In un'illustrazione si vede la tua firma su un muretto dei Navigli. Riporta la data 2005: è da allora che lavoravi all'albo?
"Volevo far uscire questo lavoro proprio nel 2007. Il primo lavoro è stato quello di ricerca, durato circa due mesi, poi sono passato alla scrittura della sceneggiatura, che mi ha impegnato per altri 6 mesi. La realizzazione vera e propria della storia invece è stata di due anni, e altri due i mesi di post produzione".

Il "prodotto" fumetto richiede notevoli sforzi, eppure è percepito come inferiore, per dignità, al romanzo vero e proprio. Sei d'accordo?
"E' una discriminazione che c'è in Italia. In Francia il fumetto è considerato un prodotto del tutto pari al romanzo, anche nella sua "vita espositiva": per esempio un albo viene presentato con tutti i crismi nelle librerie. Negli U.S.A. invece appartiene a tutto ciò che fa cultura, in Giappone ci sono fumetti pensati e differenziati per fasce di età. Da noi ci si vergogna quasi a farsi vedere con un fumetto in mano, perchè è considerato roba da bambini. Tex vende moltissimo, è letto da tanti professionisti, ma un avvocato prima di andare in udienza in tribunale bada a nascondere la sua copia nella borsa... Va detto però che la vera distinzione è quella tra prodotti che fanno subcultura e no: preferisco vedere qualcuno che legge Corto Maltese piuttosto che il libro i barzellette di Totti. Senza avere niente contro Totti".

E' fortissima l'influenza reciproca tra fumetto e cinema, specie negli ultimi anni...
"Si tratta di mutuo soccorso. Infatti il fumetto coniuga l'attenzione al taglio visivo ad una buona storia, mentre il cinema negli ultimi anni sta attraversando una crisi creativa. Anche per questo attinge dai fumetti, specie quelli più sperimentali. Detto questo, io preferisco il cinema di introspezione, quello che deve più al teatro che al fumetto. Ma avendo quattro figli, qualche blockbuster me lo concedo. Tra gli adattamenti, quello meglio riuscito è quello da Spider Man, grazie alla regia di Sam Raimi, che ha dato la giusta profondità al lato umano del personaggio".

"Gli occhi e il buio" rivela una grande precisione nella ricostruzione del contesto storico: metodi di indagine poliziesca, Futurismo, storia del giornalismo. Quale aspetto ti è piaciuto studiare?
"Ho frequentato il liceo artistico, l'arte è da sempre una passione, specie quella d'Avanguardia di inizio '900, proprio quando la polizia scientifica italiana codificava scientificamente i comportamenti degli investigatori, dal 1903. Pochi lo sanno, ma i vari C.S.I. hanno radici italiane: gli studi sulle impronte digitali, gli identikit sono tecniche studiate in Italia. Il primo corso di polizia scientifica è stato quello di Salvatore Ottolenghi del 1902".

In queste ricerche ti ha dato una mano il web?
"In casa abbiamo 3 computer. Solo il mio è collegato a internet. Lo uso soprattutto perla posta elettronica, ma è stato utilissimo per le mie ricerche. Penso alle enciclopedie multimediali, ma non solo. Avevo bisogno di capire i dettagli della nascita delle targhe automobilistiche: non avrei saputo come fare, se non inserire "targhe auto" in un motore di ricerca e.. voilà, il gioco è fatto".

La vicenda dell'albo è ambientata a Milano nel 1907, perchè?
"Il 1907 è stato un anno ricchissimo. Io sono anche appassionato di automobilismo storico e la mitica Pechino - Parigi è avvenuta proprio nel 1907. Era pioi un periodo in cui Milano ribolliva ancora per la violenta repressione dei moti da parte di Bava Beccaris, la genta aveva voglia di rivolta, i giornalisti usavano la penna come una spada contro le ipocrisie e le falsità del "sistema". La Belle Epoque meriterebbe di essere studiata con più attenzione, non era solo belle donne e dolce vita..."

Nel fumetto c'è un tuo alter ego?
"Io sono nascosto un po' dietro a tutti i personaggi. Sono pigro come Simonetti, applico la filosofia del "vivi e lascia vivere" del suo amico Angelo, ho gli scatti d'ira del commissario Borghetti, rompo le scatole come il giornalista Ferrari".

Hai mille interessi, una famiglia numerosa, ti dedichi anima e corpo al fumetto: non è esattamente il ritratto della pigrizia...
"In effetti l'apparenza inganna, ma la frase che uso nell'albo: "la pigrizia è nido di violenza" intende dire che i pigri come me - e il nostro è un club molto nutrito - devono spesso fare violenza su loro stessi per fare ciò che desiderano".

Quali sono pregi e difetti del tuo mestiere?
"Lati negativi faccio fatica a trovarne, forse  uno è il rispetto dei tempi di consegna... ma quello del fumettista è un lavoro impagabile!".

Hai detto di avere quattro figli: pensi che qualcuno seguirà la strada del padre?
"Uno di loro dimostra di avere tutte le carte in regola per diventare un bravo fumettista satirico, stile Andrea Pazienza per intenderci!".

Lunga vita all'Arte del Fumetto allora!

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