Intervista a Fratelli Calafuria

Il nome di una pizzeria, ma soprattutto il nome di una band milanese che ha fatto breccia anche nel programma radiofonico di Fiorello

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Dall'autoproduzione di due album alla pubblicazione di Senza titolo. Del fregarsene di tutto e del non fregarsene di niente (Massive Arts/SELF), nel marzo di quest'anno, fino ai passaggi su Viva Radio 2 con un Fiorello che li presenta in modo entusiastico. Sembra la storia della Cenerentola di turno, loro però sono una band tutt'altro che buona, nel suonare ci mettono l'anima e il sudore e lo spettacolo che viene fuori dai Fratelli Calafuria merita di essere visto. Abbiamo chiacchierato con Tato Vastola, l'uomo dietro alla batteria.

Com'è nata la band e come mai avete deciso di chiamarvi Fratelli Calafuria? Volevate riprendere la grande tradizione iniziata dai Ramones di utilizzare un cognome comune?
"Io e Paco suonavamo già in un'altra band, poi abbiamo continuato a suonare insieme e nel 2002 si è aggiunto Andrea. Da allora abbiamo pubblicato  due cd autoprodotti e quest'anno il disco nuovo, che è il primo ufficiale. La scelta del nome è stata veramente difficile, abbiamo deciso di prendere il nome di una catena di pizzerie che si chiamava Fratelli Calafuria. Il suono funzionava bene, e poi furia rappresentava la nostra attitudine. Anche sui camion vedi i nomi delle aziende e molto spesso hanno Fratelli nel nome, è una cosa tipicamente italiana. Per quanto riguarda i Ramones la cosa è venuta fuori dopo, non era nella nostra intenzione, ma adesso capita che per comodità mi presento come Tato Calafuria"

La vostra musica al primo ascolto sembra un  rock "disimpegnato"…
"I nostri testi apparentemente sono ironici e ludici, ci divertiamo a sparare boiate. Il divertimento è la prima cosa che emerge, molto spesso il significato fa riferimento a situazioni nostre che l'ascoltatore non può copnoscere e risultano leggeri. Comunque in generale nelle canzoni cerchiamo di raccontare cose serie scherzando"

L'album Senza titolo voleva evitare la banalità di un omonimo?
"Alla fine il disco è un omonimo, però c'è il sottotitolo Del fregarsene di tutto e del non fregarsene di niente che da la spiegazione e il giusto peso a quello che l'album trasuda"

Avete fatto molti concerti. Il live è il momento in cui una band si confronta con il pubblico, com'è il vostro? A luglio ho assistito a un lancio di merendine durante il vostro set al Magnolia… 
"Il nostro pubblico è composto da gente a cui piace divertirsi, a cui piace il tipico concerto con birra in mano e hard rock energico in sottofondo. L'età varia dai cinquantenni che ascoltavano i Killing Joke ai ragazzini quindicenni, il riscontro comunque è sempre positivo. Le merendine sono un caso milanese, è un gruppo di ragazzi della zona che sono fan di Uachi la merendina e quando vengono ai concerti lanciano delle merendine sul palco"

La vostra dimensione musicale è il palco o preferite suonare in studio?
"Ci piace suonare, non abbiamo limiti. Siamo una band live, ma ci piace anche la produzione del disco e tutto quello che viene in seguito. Facciamo tutto quello che è utile, bello e divertente"

Il vostro singolo Non so perché è stato passato in radio da Fiorello, cosa avete provato quando l'avete saputo?
"Quando esce un singolo per promuoverlo lo si invia alle diverse radio. A Fiorello è piaciuto e ha inviato una mail di apprezzamento e ha passato la canzone durante Viva Radio 2 per quattro settimane. È stata una bella botta quando l'abbiamo saputo, devo dire che è servito, è stato una sorta di riconoscimento per tutti questi anni. Ci sono stati dei periodi brutti in cui pensavamo che non saremmo mai riusciti a fare nulla, che il mercato non era per noi"

E adesso la domanda di rito, quali sono i progetti futuri?
"A settembre uscirà il video di La nobile arte, faremo ancora qualche data e poi riprenderemo con un tour autunnale. A dicembre entreremo in studio per registrare cinque pezzi nuovi"

Secondo te ha ancora senso girare dei video da trasmettere in televisione, ultimamente molti si rivolgono solamente a internet…
"Internet è comodo ha tanti utenti però la televisione rimane il mezzo con l'utenza più grande, avere un video sulle tv nazionali vuole dire ancora qualcosa. Sono due mezzi diversi che funzionano entrambi, anche se in modo diverso"

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