Intervista a Franco Trentalance

Superstar del Porno, già "Talpa" televisiva, si prepara a sfondare in libreria. come? Con il suo "Trattare con cura"

Franco Trentalance è un nome che dice molto. Per gli intenditori del cinema "di genere" è il nome di un mito: 440 film hard girati gli hanno valso questo onore. L'attore emiliano ha pubblicato il libro Trattare con cura (Castelvecchi Editore, Euro 14,00) dove parla di sé e del mondo del porno con la leggerezza di chi sa prendersi in giro, svelando uno sguardo attento e riflessivo che non ti aspetteresti da un pornodivo. La lettura va via che è un piacere, tra doppi sensi, allusioni e riflessioni mai banali.

Alcune esperienze raccontate nel tuo libro spiegano i pregi del sesso mediato dal porno:  è libero dalle complicazioni sentimentali, non delude mai. Cosa sarebbe allora la vita senza porno e senza sesso?
"Primo: il porno è una palestra, niente di più. Non ci sono aspettative, né filosofie che gli appartengono. Invece il sesso è una forma di comunicazione diretta, non ci sono maschere né filtri. È democratico, un torneo a cui tutti possono iscriversi, ed è libero dalle mode: il sesso è un'esigenza che ciascuno  avverte diversamente".

Oggi sembra tutto concesso, ma ci sono ancora delle barriere da abbattere nel modo di vivere il sesso?
"Eccome: pensiamo a quanto, anche nelle coppie più rodate, è difficile dirsi tutto e istruirsi sui bisogni reciproci. C'è ancora paura di ferire il partner quando gli si spiega che cosa si vuole a letto e come lo si vuole. Ma perché? Del resto, se tua moglie cucina troppo salato, non ci pensi due volte a farglielo notare, no?".

Grazie, ma tu sei Franco Trentalance: in quante ti hanno fatto notare che non ci sapevi fare?
"Non si tratta di essere capaci o no. Si tratta di capire che ognuno ha il suo stile di gioco, come nel tennis: c'è chi gioca in top spin e chi no e c'è chi fa sesso veloce, piano, romantico... Allenandosi, si finisce per suonare tutte le note del pentagramma col proprio strumento".

Lasciamo la materialità dei corpi e passiamo al sentimento... Che cos'è per te l'amore? Sei mai stato innamorato?
"L'amore è un dono che va meritato, la fortuna non esiste. Sì, sono stato innamorato e quando mi è successo sono sempre stato fedele. Fuori dal set, si intende. Devo dire che dopo tanto sesso consumato davanti alla cinepresa, non è che mi importi andare a cercarne altrove. Se vuoi, la mia è una sorta di fedeltà indotta".

Hai cominciato a lavorare nel porno quando c'erano ancora le sale a luci rosse. Oggi ci sono Youporn, Tube8: il porno quando vuoi, dove vuoi...
"Il cinema hard è radicalmente distante da quello di pochi anni fa. Ora le produzioni corrono e anche il modo di rappresentare il sesso è diverso: più dinamico, più fisico, più veloce. Chissà se è il porno a influenzare il sesso "privato" o viceversa?".

Ti hanno mai proposto di girare dei porno gay?
"Anche recentemente, e mi hanno pure offerto un sacco di soldi. Ma non sarei in grado: nella mia carriera ho visto parecchi uomini ... di un certo calibro: se avessi avuto degli interessi a riguardo, me ne sarei accorto!".

Domanda su Milano: c'è un luogo emblematico della città in cui hai fatto sesso? Un parco, una piazza, un museo...
"No, men che meno all'aria aperta. Non subisco il fascino del proibito, anche perché l'uomo ha due chiodi fissi: dare consistenza al suo strumento e farlo suonare per un minimo di tempo. L'ansia di essere scoperti non aiuta a centrare i due obiettivi. Comunque se dovessi scegliere un posto dove farlo a Milano, ti dico il terrazzino da cui va in onda TRL Live (il programma pomeridiano di MTV, n.d.r.): con quella vista su Piazza Duomo... No, non sarebbe niente male".

Quanto è erotica Milano?
"Come le sue cittadine: possono apparire fredde, distaccate, un po' sulle loro, ma basta conoscerle nel profondo... e rivelano sorprese!"

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