Intervista a Food Design Studio

La forma arricchisce il gusto: è questa l'intuizione che anima i creatori della filosofia Food Design

Anche l'occhio vuole la sua parte, sempre. Anche quando non è la vista ma il senso del gusto ad essere protagonista. E' con questo desiderio di applicare il design al cibo che è nato nel 2003 Food Design Studio, un movimento di libero pensiero che riunisce esperienze e conoscenze di Chef, Designer, Tecnologi e Scienziati allo scopo di esplorare il cibo e l'alimentazione sotto tutti gli aspetti. Soprattutto quello della forma. E' l'ideatore del progetto Paolo Barichella a togliere toglie tutte le curiosità a riguardo.

Com'è nata l'idea di abbinare il design al cibo?
"Dall'incontro con lo chef Roberto Carcangiu tre anni fa. Abbiamo discusso insieme dell'importanza dell'estetica nel cibo, lui in virtù della sua esperienza di chef, io in virtù delle mie competenze di designer, essendo in questo campo da oltre dieci anni, anche se mi sono sempre occupato di tutt'altro (lampade e mobili in genere)."

Qual è la filosofia che dà corpo al progetto? 
"Il cibo viene visto come argomento di ricerca. La cosa principale è valorizzare il gusto, per cui la forma è importante non tanto in quanto estetica, ma in quanto funzionale, è legata all'ergonomia. Ad esempio, la patatina Pringles segue nella forma l'ergonomia della lingua e questo procura una sensazione di piacere più forte, più gusto. Già negli anni '60 esisteva dunque l'applicazione concreta dei principi teorici di Food Design."

Anche la forma del Toblerone è stata presa da voi come esempio, ma non ha a che fare con l'ergonomia...
"Con il Toblerone il discorso è diverso, è legato al concetto di porzionabilità. Essendo diviso in tanti cubetti consente di poter essere spezzato nelle quantità desiderate, senza che il cioccolato rimanga sbriciolato. In questo modo è anche più semplice richiuderlo con la stagnola e conservarlo meglio in modo che rimanga fragrante."

Questo fenomeno di food-design ha respiro internazionale?
"Sicuramente. Noi stessi siamo appena tornati da New York dove abbiamo partecipato alla mostra "Summer Fancy Food Show" con alcune nostre creazioni. E sempre a New York abbiam partecipato al " Milano Made in Design" a giugno con un workshop sull'importanza dell'analisi sensoriale nel lavoro del Food Designer, la sinestesia e i 7 momenti legati ai 5 sensi. Il fenomeno negli Stati Uniti è fonte di forte interesse, ma anche in Europa, in Spagna soprattutto, forse anche più avanti dell'Italia, in Francia."

E' proprio il caso di dirlo, cosa bolle in pentola per il futuro?
"Tanti progetti, tra cui di sicuro la partecipazione al prossimo Salone del Mobile. Stiamo poi progettando utensili da cucina commestibili. Si potranno mangiare portate e posate insieme!"

Un grande in bocca al lupo al Food Design Studio, dunque. Anche se in bocca al lupo, tra una "kaprese" e una "macedonia di perle" non c'è tanto spazio!

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