Intervista

Intervista a Five Stars

10 minuti con Max Brigante per conoscere la storia di Five Stars

Quando si dice Five Stars a Milano si sa già cosa aspettarsi da una serata. Naturalmente hip-hop, street culture, black music, suonate e selezionate da due bravi dj della scena milanese: Max Brigante e Fish (dei Sottotono) ideatori dell'omonima serata che ha come logo a 5 stelline. Da alcune domande a cui si è gentilmente sottoposto Max Brigante abbiamo cercato di capire cosa c'è dietro la musica del momento, la più ballata in tutti i club e le discoteche d'Italia.

Max, perchè un marchio a 5 stelle?
"Perchè è il livello qualitativo più alto per un hotel e noi volevamo adoperare un nome che significasse alta qualità. Dopo averne scartati a centinaia siamo giunti a Five Stars, ci sembrava legasse benissimo con il nostro progetto, e infatti ha funzionato".

Da quanti anni esistete con questo nome?
"La prima serata che io e Fish abbiamo fatto è datata 11 ottobre 2002 al Colony, dalla quale è partita una collaborazione per tutti i venerdì dell'anno. Il Colony ci ha portato grande fortuna e cresciamo sempre di più".

Chi c'è dietro Five Stars? Siete solo tu e Fish?
"Io e Fish siamo stati i creatori di questo progetto e siamo le colonne portanti, ma ormai Five Stars è una famiglia".

Alcuni nomi?
"Con noi ci hanno suonato spesso Black Angel e Dj Herca, ma direi che ora ne siamo ancora di più. Abbiamo anche un piccolo corpo di ballo che fa uno show di breakers al ritmo della nostra musica".

Tutti maschietti o ci sono delle five starlette?
Non ci sono ancora donne tra i dj di Five Stars, però ne stiamo "coltivando una", ma questa è un'anticipazione! Comunque il corpo di ballo è formato da 4 ballerine.

Perchè avete scelto l'Hip-hop, per cavalcare l'onda del successo che questo genere stava avendo in Italia o per passione verso la street culture?
L'hip hop ce lo sentivamo dentro. Già prima del progetto, io con il mio lavoro e Fish con il suo praticavamo questa musica fortemente legata ai nostri gusti. Per noi era già una passione, che poi si è trasformata in un lavoro vero con progetti, investimenti, programmazioni e fatica.

Come è scattata la scintilla tra te e Fish?
"Un'estate di 4 anni fa, io suonavo in una sala all'Aquatica e Fish in un'altra. Ci siamo incontrati, capiti e siamo partiti subito insieme nel settembre successivo".

Dall'Aquatica ad avere serate fisse nei locali più importanti di Milano... è stato un bel salto. Dove volete arrivare?
"Vogliamo portare il marchio Five Stars il più lontano possibile. Abbiamo già delle serate a Firenze al Central Park e a Roma al New Scarabocchio. Ma soprattutto vogliamo sconfinarlo dagli ambienti strettamente legati alle discoteche e arrivare in città che non hanno grandi club come Milano, per esempio in estate nelle città bagnate dal mare ed esibirci sulle spiagge... e questa è un'altra anticipazione, e poi naturalmente dischi, radio, televisione".

Riuscite a vivere di questo lavoro? O rimane un hobby per voi?
"Ormai è un lavoro a tempo pieno. Ognuno di noi è impegnato con altre cose, io sono anche in radio e poi ci sono i dischi, ma Five Stars ha avuto un ottimo successo, certamente anche sulla scia del boom che ha avuto l'hip hop in questi anni e quindi con le serate riusciamo a vivere di quella che è la nostra più grande passione".

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