Intervista

Intervista a Ferzan Ozpetek

Non fa mai provini (o quasi). La tavola per lui è sacra. Dice: "Siamo tutti Mine Vaganti"

All'ultimo Festival di Berlino la critica l'ha accolto positivamente. Ora il verdetto tocca al pubblico italiano: Mine vaganti, nuovo film di Ferzan Ozpetek arriva nei cinema. Il cast è tanto folto quanto stellare, a partire dal protagonista: Riccardo Scamarcio, nei panni di un ragazzo che torna a casa per confessare ai genitori di essere omosessuale e di voler diventare scrittore. Ma il fratello, Alessandro Preziosi, gli riserva una sorpresa e la confessione del giovane dovrà attendere. La famiglia di Scamarcio è composta da Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci e da Ilaria Occhini che interpreta la nonna. Il passato della donna è la storia nella storia, e porterà per mano lo spettatore verso un finale denso di emozione, dove passato e presente, vivi e morti si incontrano per un'ultima, poetica danza. Ma vediamo cosa dice lo stesso Ozpetek del suo ultimo film, una pellicola in cui trovano spazio risate e lacrime.

Mine vaganti è, ancora una volta, una storia corale. Ma sullo sfondo non c'è Roma: com'è stato spostare le riprese a Lecce, in terra "straniera"?
"Questo film è stato come, dopo un lungo matrimonio, incontrare una persona nuova e sentir battere più forte il cuore. Cambiare città, spostarmi da Roma a Lecce per me è stato così. La preoccupazione c'era - Roma la conosco come le mie tasche - eppure ho trovato grande generosità a Lecce. Il periodo delle riprese, ricco di cene e serate in compagnia di tutto il cast, è un ricordo che mi dà felicità e anche una certa nostalgia".

Il cast è ricchissimo. Come hai fatto a mettere insieme tutte questi nomi? 
"I miei attori li scelgo chiacchierandoci insieme, non amo i provini, non ne faccio. Per Mine vaganti però ho dovuto farne uno, per il personaggio di Alba, l'amica del protagonista, dall'animo più agitato di quel che sembra. Per Alba ho fatto di testa mia, ho sottoposto la parte a 12 attrici che ritenevo adatte, alla fine ho scelto Nicole Grimaudo ma è stata dura. Il cinema italiano in questo momento può contare su un'enorme risorsa di attori bravi. Registi e sceneggiatori non ne sono all'altezza".

Il protagonista è gay, suo fratello anche. Altri personaggi omossessuali sono ripresi come macchiette. Se qualcuno pensasse che tu stia usando l'omosessualità per far parlare del film?
"In realtà non mi interessa. Io faccio film su quello che vedo, che ho vissuto e che vivo. Spesso è la stampa che, invece di parlare del film, di un rapporto tra un padre e un figlio come accade in Mine vaganti, si fissa sulla parola omosessuale".

Di che cosa parla allora Mine vaganti?
"È un film sulla vita, sui rapporti tra le persone. Sul fatto che più siamo e meglio è, e per questo bisogna essere aperti agli altri. Nel film, la nonna di Riccardo, lei che è chiamata la mina vagante, a un certo punto dice ironica "Sto preparando un attentato". È quello che succede ogni giorno nelle nostre comunità. Siamo tutti mine vaganti quando facciamo una scelta che dà un senso alla nostra vita ma creiamo scompiglio in quella degli altri".

Anche in questo film i personaggi si riuniscono spesso a tavola. Anzi è proprio qui che saltano fuori certe verità...
"La cucina è una mia fissa, fin dall'infanzia. La tavolata è un momento splendido, quasi sacro per me. Intorno al tavolo ognuno racconta e si racconta. Un critico ha scritto che non vorrebbe più vedere tavolate sullo schermo: io qui ho ripreso colazioni, pranzi, cene... mi viene da ridere al pensiero! Ho fatto questo film senza pensare minimamente a quello che avrebbero detto i critici. E non solo sulle tavolate...".

Si resta in sala fino alla chiusura dei titoli di coda. Perchè hai scelto di "farcirli" con delle scene inedite?
"Perchè vogliono essere un regalo allo spettatore e sono immagini che fanno emergere dei dubbi nella sua testa. Ma sono anche scene emozionanti. Mi ci è voluto un giorno intero per riprendere Ilaria Occhini davanti allo specchio, con le mani del suo amante e del marito che le avvolgevano la testa: era una scena molto complicata, ma bella. Non c'entrava molto col resto del film e dunque, a malincuore, l'ho eliminata. Però la inserirò insieme alle altre tagliate nei contenuti speciali del dvd.".

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati