Intervista a Fabio Volo

Da Brescia a New York e ritorno. Il poliedrico artista presenta la commedia "Bianco e nero", dove è diretto da Cristina Comencini

Si è aperto un nuovo anno e per lui, nato il 23 giugno sotto il segno del Cancro, le stelle dicono avrà un 2008 caratterizzato dalla professionalità e dall'ascesa. Non c'è che dire, per Fabio Volo questi primi giorni di gennaio sembrano confermare le previsioni. Il romanzo, Il giorno in più, è ai primi posti delle classifiche di vendita, proprio mentre il suo autore presenta il nuovo film di cui è protagonista: Bianco e Nero. Questa volta Volo si fa dirigere da Cristina Comencini per interpretare Carlo, marito che vive un amore fedifrago con la bella Nadine. Piccolo particolare: lei è nera, il che non facilita la loro relazione...

Come sei entrato nel cast della commedia Bianco e Nero?
"Sono stato chiamato dalla regista. Mi ha detto di aver visto Uno su due (il film di Eugenio Cappuccio della scorsa stagione cinematografica, n.d.r.). Ero lusingato dal fatto che volesse proprio me: non potevo dire di no. E poi la storia mi è piaciuta subito, così come la scelta di raccontare il razzismo attraverso una commedia. Insomma, per me è stato un piacere."

Qual è stata la scena che ha richiesto più impegno?
"Forse quella della litigata con Ambra (Angiolini, nel film interpreta Elena, la moglie di Carlo, n.d.r.), quando scopre il tradimento. In generale faccio fatica a girare le scene in cui mi arrabbio con la partner, forse perchè non sono abituato, non avendo avuto una relazione stabile... quel tipo di arrabbiatura non mi appartiene."

Rispetto alla tua esperienza in Uno su due, come ti sei trovato sul set diretto dalla Comencini?
"Per Uno su due avevo scritto anche la sceneggiatura, era un film che sentivo più mio, mentre in Bianco e nero ho avuto il ruolo di attore puro. E' stata però la prima volta che recitavo con attori che non parlavano italiano (Aissa Maiga ed Eriq Ebouaney, Nadine e Bertrand nel film, parlano francese, n.d.r.). La difficoltà è stata più loro che mia, ma per me è stata una situazione comunque stimolante."

Tra i tanti luoghi comuni e pregiudizi di cui parla Bianco e nero, quale ti infastidisce di più?
"Questi stereotipi non mi toccano perchè nella mia vita ho avuto tanti amici neri, anche una mia fidanzata era nera. Sono abituato al colore della loro pelle, tanto che per me non rappresenta più un qualcosa da notare come diverso. La stupidità della gente, quella sì mi infastidisce!"

A proposito di pregiudizi, ti pesa sapere che il tuo lavoro di attore spesso viene giudicato in base al tuo essere ed essere stato anche un personaggio televisivo?
"Quando giro un film, in quel momento, sono un attore e basta. Le persone con cui ho lavorato nel cinema non mi hanno fatto mai pesare i miei trascorsi televisivi. Certamente sono un bersaglio più facile da colpire, ma non mi importa. Quando una persona è serena lo si vede perchè valuta sè stesso. Invece quando uno sta sempre a criticare gli altri, significa che in fondo non è contento di sè."

Negli ultimi mesi hai vissuto a New York: com'è stato l'impatto con Milano, al tuo ritorno?
"Non è stato così male, qui io ci abito. Anche se non ci crede nessuno, io la sera non frequento locali, al massimo vado al ristorante, in genere mi piace starmene a casa. Certo, Milano è proprio tarata sul fashion: la donna col tacco alto, l'uomo con la Mini Cooper... New York offre davvero di più."

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