Intervista a Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi

I due attori al cinema con la commedia "La peggior settimana della mia vita", che ironizza sullo stress prematrimoniale

Tra moglie e marito non mettere il dito. E se non si è ancora sposati? Non mettere i futuri suoceri. Con ironia e garbo, Alessandro Genovesi affronta l'argomento nella commedia La peggior settimana della mia vita, interpretata da Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi. Il film racconta i preparativi delle nozze di Paolo (De Luigi), un impacciato quarantenne con un padre musicista innamorato di una giovane cantante (Arisa), e Margherita (Capotondi), una brillante trentenne di famiglia benestante. I due si amano ma tra Paolo e il futuro suocero (Antonio Catania) non corre buon sangue. Una serie di situazioni paradossali e imbarazzanti non fa che peggiorare la situazione. Incontriamo Genovesi e i protagonisti del film.

Genovesi, perché avete scelto di girare a Milano?
"Milano è la città in cui sono cresciuto e in cui probabilmente invecchierò. È molto scenografica e così eterogenea che ogni regista può farla diventare ciò che vuole. Abbiamo scelto in particolare la zona di Brera, perché è molto simile a un paesino. Ci piaceva il parallelo con la villa sul lago di Como dove vive la famiglia di Margherita".

De Luigi, cosa le è piaciuto del suo personaggio così sgangherato?
"Paolo è un uomo che di fronte alle difficoltà non si ferma mai, ma rilancia sempre. Il problema è che lo fa in una forma sbagliata. Sembra un tipo inadatto a tutto, ma alla fine l'amore che prova per Margherita risolve qualunque problema".

Capotondi, quale è il punto di forza della sceneggiatura?
"Soprattutto l'assenza delle solite volgarità: il film riesce a combinare sentimento e risate con classe".

Il personaggio interpretato da Catania assomiglia molto a quello di Robert de Niro in Ti presento i miei. C'è stata effettivamente una ripresa del ruolo?
Genovesi: "In realtà è De Niro che ha copiato Catania. A parte gli scherzi, Antonio ha lavorato per sottrazione, perché il protagonista indiscusso doveva essere il personaggio di Fabio. Non abbiamo usato direttamente il modello del film americano, anche se, devo ammettere, l'interpretazione di De Niro è davvero originale e azzeccata".

Perché avete scelto Arisa come fidanzata del padre di Paolo?
Genovesi: "Non volevo la bella ragazza, un po' stupida, che attira il pubblico maschile. Preferivo una giovane donna intelligente, che sapesse cantare molto bene. Ho ripreso un po' anche la commedia italiana classica, dove i cantanti più famosi recitavano con attori veri nel film dell'anno. Speriamo solo che questo sia il film dell'anno".

Un cast di attori ben congeniato ha dato vita a una comicità sofisticata, aderente al contesto reale della società: il perbenismo dei borghesi, le differenze generazionali, l'eccessivo inserimento delle famiglie di origine nelle coppie di sposi. La peggior settimana della mia vita è nelle sale dal 28 ottobre.
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