Intervista a Enzo Guaitamacchi e Massimo Sabatino

Al via la prima edizione del Milano Guitar Festival, per scoprire i migliori chitarristi del mondo e le loro suggestive esibizioni

Dall'8 all'11 novembre Milano è fiera di ospitare il Milano Guitar Festival, che alla sua prima edizione già presenta un programma dove manifesta attenzione e cura per uno strumento che da sempre è l'elemento portante della musica contemporanea. Abbiamo incontrato il direttore artistico Ezio Guaitamacchi e l'organizzatore Massimo Sabatino per conoscere meglio gli obiettivi e la passione che spinge questo festival a coprire di concerti la città.

Alla sua prima edizione il Festival quali obiettivi si pone?
E.G.:"Questo è il primo festival in Italia dedicato a questo strumento, e vuole rivolgersi non solo ad un pubblico di soli intenditori o appassionati, ma anche a chi desidera scoprire l'universo di questo strumento musicale. L'idea centrale è la chitarra nelle sue sfaccettature, ma non solo suonata, verrà accompagnata anche da eventi e incontri."

Quali sono le sorprese in serbo a questo festival di cui andate più orgogliosi?
E.G.:"Prima di tutto siamo molto felici che per la prima edizione godiamo del gemellaggio con il prestigioso New York Guitar Festival, e poi gli ospiti che vanno da Dominic Frasca che a New York ha un locale, il Monkey, appositamente creato per questo strumento, poi Paco de Lucia e la sua band, e NIck Taylor ex dei Rolling Stones che prima del concerto incontrerà il pubblico. Abbiamo cercato di indirizzare il festival verso il futuro della musica."

Che rapporto ha con la chitarra e qual'è la migliore che c'è in circolazione oggigiorno?
E.G.:"Ottimo! Sono un giornalista musicale e ho potuto conoscere molte chitarre, ma la migliore di tutti i tempi rimane quella di Jimi Hendrix, in quattro anni di carriera ha saputo creare un mondo musicale iper sperimentale, la sua è stata davvero una chitarra cosmica, la migliore del mondo."

Com'è nata l'organizzazione di questo festival e come sono state scelte le location?
M.S.:"Prima è partita la ricerca artistica con Ezio, contattando i musicisti e poi siamo riusciti a siglare con David Spelman questo gemellaggio con il New York Guitar Festival che è giunto all'8 edizione. Per quanto riguarda le location abbiamo cercato un diverso sviluppo della città e un'adeguata struttura per ogni tipologia di concerto, quindi locale, club o teatro, per altrettanti tipi di pubblico."

La chitarra è da sempre una delle sue passioni?
M.S.:"A 11 anni vi fu un episodio in cui mi trovai a scegliere fra chitarra e pallone e scelsi in pallone! Col tempo, seppur non la sappia suonare, grazie alla mia attività che è nel mondo della musica ne ho compreso il valore per gli appassionati e non, e soprattutto il carico di inventiva che ha questo strumento."
 

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati