Intervista

Intervista a Duechiacchieregratis

Sergio Napolitano, ideatore dell'Associazione, racconta come si possa combattere la solitudine, semplicemente ascoltando e parlando

Se, passeggiando tra la moltitudine di vocianti volti metropolitani, ad un certo punto vi sentite non a casa, immersi in caotiche relazioni, senza nessuno che davvero vi ascolta, allora l'Associazione Duechiacchieregratis è quello che fa per voi. L'idea di Sergio Napolitano, ingegnere trentacinquenne, esperto di sicurezza bancaria e "straniero" a Milano, è quella di combattere la solitudine, troppo spesso rinchiusa dentro cappotti ermetici. Ma dentro quei cappotti vi sono dei cuori, pronti ad aprirsi ad un sorriso, un cenno di amicizia gratuita e disinteressata. Eh sì, perchè non sempre amici, parenti e colleghi sanno veramente ascoltare e, a volte, è più semplice confidarsi con uno sconosciuto dallo sguardo aperto e sincero. Abbiamo incontrato Sergio in una domenica prenatalizia, in San Babila, il primo luogo degli incontri di Duechiacchieregratis. Occhi curiosi e simpatici, ecco cosa ci ha raccontato l'ingegnoso ingegnere.

Sergio, raccontaci quando e per quali motivi è nata l'Associazione?
"L'Associazione è nata da un'esperienza personale. Venendo da fuori Milano, da Pescara, ho vissuto in prima persona le difficoltà dei rapporti interpersonali che si possono avere in una grande città come questa. Poi girandomi intorno mi sono accorto che il problema è molto diffuso e allora mi sono detto perchè non provare a fare qualcosa. Ho fondato l'associazione "Duechiacchieregratis".

Com'è stata all'inizio questa esperienza?
"Dopo aver chiesto il permesso per l'occupazione di suolo pubblico, sono andato in San Babila con un tavolino e quattro sedie a parlare e ad ascoltare le persone. L'inizio è stato molto difficile, la diffidenza era tanta, pochi si fermavano ed era anche faticoso riuscire a distribuire i volantini dell'associazione."

E ora che di voi stanno parlando i media, la gente si fida di più?
"Adesso le cose vanno molto meglio. Altre persone si sono associate (anche questo gratuitamente) e ci sono pure persone che tornano tutte le settimane."

Quali sono i vostri progetti più ad ampio raggio?
"Il progetto è che l'Associazione possa diffondersi e che in un futuro in molte città italiane ci possa essere un tavolino dove fermarsi a fare due chiacchiere. A breve dovrebbe partire a Roma, ma ci sono anche altre persone che vogliono associarsi in altre città."

Qual è il "ritratto" delle persone che si fermano a chiacchierare?
"Le persone sono principalmente di due tipi: persone sole, anziani, vedovi, pensionati, che non hanno nessuno che li ascolta oppure persone che vogliono "solamente" scambiare opinioni, storie ed esperienze con gli altri. I temi trattati sono molteplici: dai problemi personali ai consigli amorosi, dalla storia alla filosofia, ai problemi della sociatà moderna."

Dunque, nell'era della comunicazione virtuale c'è ancora bisogno di quella reale?
"Sì, molto! Infatti, credo che, nonostante viviamo nell'epoca della comunicazione, questa sia sempre più virtuale e meno reale. Secondo me la solitudine è uno dei grossi mali dei nostri giorni."

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