Intervista a Domenico Liggeri

A tu per tu con l'ideatore del Premio Videoclip Italiano. Ospite d'eccezione della nona edizione Eros Ramazzotti

Dal 20 al 23 novembre l'università IULM e lo I.E.D Arti Visive saranno le sedi di una manifestazione unica all'interno del settore videomusicale italiano. Sarà infatti l'occasione per riflettere sulla produzione di videoclip durante lo scorso anno, attraverso l'intervento e le testimonianze di ospiti come Silvia Salemi e Giorgio Pasotti, che parleranno della nuova strategia artistica e di marketing della cantante, Giovanni Allevi e attraverso un evento speciale dedicato ad Eros Ramazzotti.
Ne abbiamo parlato con Domenico Liggeri, ideatore e direttore artistico del Premio Videoclip Italiano.  

Da cosa nasce questa attenzione al mondo del videoclip?
"Innanzi tutto nasce da una passione e attività personale. Infatti, durante gli anni Novanta la possibilità di girare video sperimentali era totalmente espulsa dal mercato e quindi giovani registi come me, che disponevano esclusivamente di mezzi poveri si trovavano tagliati fuori dai grandi media. Il mondo del videoclip ha quindi rappresentato la possibilità di riunirsi e di accogliere registi con possibilità economiche limitate. "

Che cosa è cambiato nell'industria del video musicale  dagli anni Novanta ad oggi?
"Si è passati da una produttività verticale ad una orizzontale. Ovvero, prima venivano prodotti pochi video ad alto budget, mentre ora sono aumentati gli investimenti delle case indipendenti e quindi la tendenza è quella della produzione di tanti video, ma con meno risorse. Da una parte questo è un bene, perchè dà più spazio ai giovani che dispongono di tecnologia digitale. Ma rappresenta un limite per quegli artisti che hanno bisogno invece di un sostegno economico  più corposo per realizzare le proprie opere, ad esempio per poter girare in pellicola."

Il Premio Videoclip Italiano è giunto alla sua nona edizione...
"Sì, effettivamente l'idea ha funzionato, perchè in realtà non era solo il videoclip indipendente e sperimentale ad aver bisogno di visibilità, ma anche quello ufficiale. Infatti, oggi tutti parlano del videoclip come di un'arte, ma quando lo facevo io una decina di anni fa mi prendevano per un matto. Quello che cerchiamo di fare è tentare di fotografare cosa accade in un anno nel panorama dei video musicali, attraverso varie sezioni capaci di ospitare tanto i video "poveri" quanto quelli "ricchi"."

Quest'anno sarà consegnato ad Eros Ramazzotti il Premio Speciale per la Comunicazione Videomusicale. Come mai questa scelta?
"Eros è andato al di là del semplice videoclip. Innanzi tutto perchè ha coinvolto grandi registi quali Spike Lee e Giuseppe Tornatore, poi perchè con i suoi video è riuscito a coniugare arte e comunicazione. Eros è un artista internazionale e con i suoi videoclip riesce a parlare a mezzo mondo, diffondendo il Made in Italy e, ad esempio, la sua passione per il cinema e l'animazione."

L'esempio delle collaborazioni di Eros con Lee e Tornatore dimostra che tra il mondo del videoclip e quello del cinema esiste uno scambio intenso. In che cosa però si differenziano?
"Il videoclip è in un certo senso una palestra per il cinema, per registi, tecnici e maestranze. E' un luogo di sperimentazione, per cui spesso registi, come accaduto ad esempio con Spike Jones, stupiscono il mondo del cinema portando uno stile "nuovo", ma che in realtà era già acclamato nel mondo del videoclip. Molti registi amano la mobilità, l'espressività e la leggerezza produttiva del videoclip e quindi lo eleggono a luogo ideale per sperimentazioni tecniche."

Se dovesse individuare una debolezza del videoclip quale sarebbe?
"La leggerezza produttiva di cui si parlava prima in realtà può dare l'impressione di poter ottenere tutto e subito. Questa idea di facilità può togliere quell'attesa che permette alle idee di sedimentare e quindi di crescere e maturare. "

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