Intervista

Intervista a Claudio Onorato

L'arte deve parlare a tutti, deve essere vissuta e rielaborata per far vivere le opere e renderle contemporanee

Arte che parla a tutti, arta che prende vita dall'esperienza quotidiana, vissuta, ascoltata, osservata, mangiata, sperimentata sulla propria pelle e rielaborata. Solo così un'opera può essere in atto ed essere contemporanea. Questo è il mondo di Claudio Onorato, nato a Milano nel 1967, che lavora come pittore, scultore e architetto, spaziando nel campo delle installazioni, della progettazione architettonica e dell'arredamento di interni. L'abbiamo incontrato in occasione dell'evento-festa che inaugura la Palazzina Sotterranea venerdì 22 giugno, con una sua mostra.

Claudio, qual è stato il tuo iter artistico e cosa ritieni che debba comunicare l'arte oggi?
"Cerco da sempre di organizzare mostre nei posti più diversi, in strada, negli uffici, all'interno di centri commerciali. Negli ultimi anni ho realizzato grandi sculture a forma di moneta, ho trasformato un Cedro del Libano in lampione e realizzato una Via Crucis, estesa quanto l'affresco di Giotto ad Assisi, con animali al posto degli angeli.
Penso che le gallerie, come luogo d'arte, abbiano perso di valore. L'arte deve parlare a tutti, non a pochi eletti con le tasche farcite. In futuro ci saranno spazi espositivi  grandi come condominii, ricchi di percorsi e di quadri, così la gente potrà trovare più facilmente l'arte che cerca."
 
E qual è il messaggio della tua arte? Come nasce, come si sviluppa? 
"Parlo del mondo che mi circonda, quello che vedo, quello che sento, quello che tocco, quello che mangio... I quadri che realizzo sono il diario della mia vita, che ogni giorno si arricchisce di qualche pagina. Se alcuni miei quadri possono essere diretti, crudi, essenziali, come delle condanne, altri sono costruiti meticolosamente, prendono la forma del labirinto, ci si può perdere dentro. L'ironia è una costante del mio lavoro, capace di rendere più leggera l'esistenza."
 
Le tue opere sono state definite "un universo magico"... secondo te perchè?
"Negli anni mi sono accorto che un po' tutto quello che rappresento tende a diventare vivo. Gli animali ci guardano come bambini, i fiori diventano fanciulle che ci parlano, le persone, quando mi sono care le dipingo e le rappresento attraverso gli oggetti. Non bisogna poi tralasciare che anche i materiali adoperati per le mie creazioni portano con sè un pizzico di magia. Carte di cioccolatino, alluminio colorato, buste da lettera, finestrelle di plastica trasparente, francobolli, punti metallici, adesivi, immagini in miniatura, adornano i miei lavori, rendendo alcuni quadri complessi come Città."
 
Cosa significa essere un artista contemporaneo?
"Parlare di ogni cosa che ci colpisce in modo spontaneo, senza legarsi troppo al modo di rappresentare. Se c'è sincerità di intenti e larghezza di veduta quello che si produce prende vita. Un lavoro che prende vita è arte."

Ci puoi parlare del concept degli eventi che organizzi con altri artisti?
"Sono un artista indipendente, che solo raramente coinvolge altri artisti nel proprio progetto. Ma quando questo capita mi piace molto ascoltare, cercando di catalizzare il meglio di ognuno in un'unica idea. Sarà sicuramente colpa della mia formazione da architetto!"
 
Che ruolo deve avere il web nell'arte? Cosa può aiutare a sviluppare e a cosa invece può nuocere?
"Il Web è un mezzo di comunicare incredibile, che ci aggiorna costantemente su tutto quello che succede. Ma deve essere adoperato con intelligenza, non trascurando che abbiamo un corpo, delle braccia, mani, orecchie, occhi, naso e lingua, che vogliono assolutamente vivere, e spesso manderebbero al diavolo tutto per la vita artefatta che facciamo! Penso che il Web sia una parte importante di una ricerca, di un lavoro, di un viaggio."

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