Intervista a Cesare Cremonini

Copertine colorate, video onirici ed una faccia da furbetto: i primi 10 anni di un bolognese doc

Ne è passato di tempo da quando andava "in giro con le ali sotto i piedi" e aveva i capelli di un colore indefinito. Era il 30 novembre del '99 quando uscì il primo (ed unico) album dei LunaPop: ...Squerez?. Dopo quasi dieci anni di musica, Cesare Cremonini e la sua carriera da solista sono cresciuti, ed insieme a lui abbiamo percorso la strada da 50 Special a Il primo bacio sulla luna, il suo ultimo disco (Warner Music).

Hai iniziato a fare musica che non avevi ancora 18 anni, com'è andata?
"Quando abbiamo intrapreso l'avventura LunaPop eravamo ancora a liceo e scrivevamo le nostre canzoni in classe, senza pretese, sull'onda delle nostre esperienze di ragazzi. Eravamo una scommessa su una musica leggera, orecchiabile e cantabile. E anche noi eravamo leggeri e un po' stupidi come tutti i ragazzi di quell'età..."

Che cosa c'è di diverso nei tuoi dischi a distanza di 10 anni?
"La mia è stata una vera evoluzione, che si può leggere in entrambe le direzioni, sia musicale che biografica. L'enorme successo della vespa, con 1.500.000 copie vendute mi ha permesso di scegliere che cosa suonare e che cosa no. Mi sono potuto permettere di essere indipendente."

Il tuo singolo Dicono di me, che anticipava l'album Il primo bacio sulla luna, ha riscosso un successo enorme e ha vinto anche un premio speciale come Miglior Video clip Italiano.
"Ho sempre voluto curare molto i videoclip delle mie produzioni, perchè credo che sia un prolungamento dell'emozione che ti può dare un pezzo, non un semplice spot della canzone. Le immagini hanno una grande forza evocativa."

I tuoi set sono spesso in città straniere, come mai?
"Non è snobismo verso l'Italia, solo che in città come Londra o Parigi trovi fisionomie e dettagli che sono diversi dai nostri connotati italiani e a volte ho bisogno, anche solo estetico, di trovare altri visi, altri luoghi o forme."

Qual è il tuo obbiettivo adesso, dopo tanto successo?
"La credibilità. Il successo ora mi permette di costruire a posteriori quello che non c'era quando ho iniziato, lo spessore, la profondità. Perchè aver venduto tanto non ha significato essere impegnato o essere apprezzato totalmente. La possibilità di scegliere mi ha fatto crescere a livello cantautorale e posso evitare obblighi o circuiti come il Festival di Sanremo, che sono convenzioni italiane vecchie ormai di decine di anni. Non ho più i capelli gialli, vorrà dire qualcosa, no?"
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