Intervista a Carmen Maura

Una stella del cinema spagnolo e i suoi 40 anni di carriera con Iglesia, Almodóvar e Coppola

Incontriamo Carmen Maura a Madrid, la sua città. Ci attende in un elegante design hotel della capitale spagnola e ci accoglie con un meraviglioso sorriso. La sua mise è molto semplice, vestita di bianco e di nero, ma lo charme è incomparabile, mentre fuma le sue sigarette e racconta una vita ricca di emozioni. Interprete di più di 70 pellicole, Milano la ospiterà in ottobre, al Teatro Strehler in occasione del Made in Mad, settimana della cultura madrilena.

Lei ha lavorato con tanti registi. Diciamoci la verità: in Italia il suo nome è legato a Pedro Almodóvar…
"Sì, è vero. Anche se con lui ho girato solo otto film, compreso Volver. È stata una collaborazione importante, una buona scuola, ma mi sono resa conto che il suo mondo e i suoi interessi sono differenti dai miei. Adesso preferisco guardare ai registi emergenti".

Lei vanta 40 anni di carriera. Come è cambiato il cinema spagnolo dal suo esordio?
"Ci sono più registi e più attori. Quando ho iniziato io, recitare era una vergogna, ti sentivi dire che eri una puta. Adesso sognare di apparire sul grande schermo è all'ordine del giorno. Anzi la famiglia ti invita pure a provarci! Trovo che il cinema spagnolo sia di gran qualità, non abbiamo nulla da invidiare agli altri Paesi europei, se non quello di non avere mai abbastanza fondi. E vivendo in Francia, noto una grande differenza nel pubblico. I francesi vanno al cinema per vedere i loro film, gli spagnoli invece cercano le produzioni straniere".

Perché ha scelto di andare a vivere in Francia, un Paese per certi versi nazionalista e rigido, lontano dal vostro appeal latino?
"Mi piace, è organizzata ed è la lingua e la cultura che ho studiato. Nonostante sia difficile entrare nel cuore del pubblico, la Francia mi affascina e mi sento felice. Quella rigidità menzionata da lei la percepisco in particolar modo sul set".

E l'Italia?
"I set in Italia sono più informali. Come dire… avete un modo di fare schietto, che mi piace e che fa sentire un'attrice al femminile fino alla radice. Roma è meravigliosa, ma è poco pratica. Un esempio fra tutti: se voglio vedere un film senza doppiaggio, devo andare chissà dove a chissà quale orario. Parigi invece marcia sulla corsia opposta".

Ha qualche ricordo legato a Milano?
"Sì. Quando ho partecipato al Festival del Cinema Gay. Il pubblico mi ha accolto con un tale calore che mi sono commossa. È stata veramente una grande gioia".

In ottobre tornerà a Milano. Per renderle omaggio sarà proiettato La comunidad di Álex de la Iglesia. Che ne pensa di questa scelta?
"Ho selezionato io, in prima persona, questa pellicola. È il regista con il quale mi sono trovata meglio. Si è trattato di un film difficile e doloroso, in senso fisico. Un esempio fra tutti è la scena in cui devo cercare del denaro fra gli scarafaggi. Per la prima volta Álex de la Iglesia optava per un protagonista donna. Donne sull'orlo di una crisi di nervi (Almodóvar, 1988, ndr) è il film che mi ha portato al successo internazionale, ma mentre lo giravo non ero felice e la mia relazione con Pedro non era più buona".

A Cannes, Coppola ha presentato Tetro. Lei è nel cast…
"Sì, ma con una piccola parte. Diciamo un primo e ultimo flirt col cinema statunitense. Gli americani hanno un modo tutto loro di stare dietro e davanti la macchina da presa. Coppola mi ha chiamato personalmente a casa per propormi la parte. Dopo tre giorni ero in Argentina a girare".

La vedremo in qualche altro film prossimamente?
"Sì, in Chicas di Yasmina Reza, una deliziosa drammaturga francese di origini iraniane, al suo esordio al cinema. Si tratta di un adattamento di una sua opera teatrale. È la storia di una mamma spagnola e le sue tre figlie cresciute a Parigi".

Gli italiani amano la Spagna. Signora Maura, ci racconta qual è il fascino del Suo Paese?
"Viviamo la vita con amore e ne abbiamo un senso pratico, quando è morto Franco, mia madre è diventata socialista in due settimane. Si mangia bene ovunque, siamo molto aperti con gli stranieri e se a Madrid chiedi un'informazione chiunque è pronto a darti una mano".

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati