Intervista a Carlo Verdone e Riccardo Scamarcio

I due attori insieme nel film "Italians" di Giovanni Veronesi

News - Intervista

Un camionista (Sergio Castellitto) che trasporta Ferrari rubate verso gli Emirati Arabi e il suo complice (Riccardo Scamarcio); un dentista di mezz'età (Carlo Verdone) che vola in Russia: due storie rocambolesche in cui ne accadono di ogni. Gli italiani, o meglio lo stereotipo dell'italiano all'estero è al centro dei due episodi che compongono il nuovo film di Giovanni Veronesi, Italians. Abbiamo incontrato il cast in occasione della prima milanese.

Veronesi, dopo Manuale d'Amore, un nuovo film sempre a episodi però: come mai?
G.V. "Volevo raccontare due paesi "estremi", paesi dove c'è fermento che sono ancora considerati di frontiera".

Da dov'è nata esattamente l'idea di realizzare Italians?
G.V. "Abbiamo cominciato a parlarne io e Aurelio De Laurentis, lui voleva fare un film sugli italiani famosi all'estero, io sugli italiani all'estero e basta. È che mi stanno più simpatici i disgraziati! Alla fine abbiamo preso alcune tipologie particolari di italiani da cui emerge il lato cialtrone, intuitivo e generoso, vizi e virtù insomma. Si vuol far ridere e commuovere il pubblico, dopotutto è una commedia".

Come sono gli italiani in viaggio?
G.V. "Gli uomini sono i veri portatori di casino, urlano, si fanno notare, sono loro la vera essenza della parola "italians". L'italiano va dove c'è fermento, viaggia per curiosità".

Per il cast com'è stata l'esperienza del set in pieno deserto e poi a Dubai?
R.S. "La prima cosa che mi ha colpito è la diversità culturale. Sugli aerei il personale è straniero perché le donne del posto non possono fare lavori a contatto con pubblico. A Dubai ho visto molta ipocrisia, c'è uno spreco immenso di risorse e una disparità eclatante".
C.V. "Dubai mi è sembrata un immenso luna park per adulti".

Verdone, Lei è abituato a recitare e dirigere i suoi film. Questa però è la terza volta che si fa dirigere da Veronesi...
C.V. "Oltre ad essere un mio amico, mi trovo molto bene a lavorare con Giovanni. E io accetto solo le proposte in cui posso dare il massimo".

Come descriverebbe la vicenda di Giulio, il suo personaggio?
C.V. "Il mio personaggio rappresenta la mia generazione, i giovani oggi sono diversi, viaggiano con più facilità e si inseriscono meglio. Giulio comunque è un personaggio arido. Alla fine del viaggio tuttavia ritrova la consapevolezza dei veri valori. C'è una parte poetica, che si alterna al comico e al rocambolesco".

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