Intervista a Beniamino Saibene

Milano Film Festival: Questo non è un festival. Ne parliamo con uno dei deus ex machina

E' in corso il  Milano Film Festival, appuntamento che trasforma il capoluogo lombardo in una cittadella del cinema. Abbiamo incontrato Beniamino Saibene, uno degli organizzatori della manifestazione e responsabile di Esterni.

Com'è avvenuta la scelta dei film in concorso?

"Un gruppo di docici persone ha scelto tra più di duemila opere: cinquantuno corti e sei lungometraggi. Il criterio di selezione si basa sul trovare un filo conduttore, una ragione d'essere insieme; per questo motivo non utilizziamo categorie per i film in concorso."

Oltre al concorso vero e proprio avete sempre proposto un'ampia selezione di opere fuori concorso. In cosa vi siete impegnati?
"Oltre al Salon des Refusès, che ospiterà i film non selezionati, abbiamo cinque rassegne. "Histoire(s) du cinèma" di Jean-Luc Godard, che verrà proiettato per la prima volta per intero. Ritorna "Colpe di Stato", una serie di documentari che testimoniano crimini e ingiustizie spesso compiuti in nome della libertà. "Un altro cinema americano" raccoglie, invece, sette opere scelte nella produzione indipendente USA e non mancherà la sezione dedicata all'animazione."

L'edizione di quest'anno vede molti autori stranieri, e gli italiani?
"Abbiamo creato una sezione completamente dedicata ai nostri registi, "Incontri italiani", che verranno premiati dai stessi autori presenti alla mostra."

Anche la giuria è composta in maggioranza da personaggi europei...
"Per i lungometraggi giudicheranno Danielle Arbid, che ha esordito lo scorso anno proprio al Milano Film Festival, e due giornalisti italiani Luca Rastrello e Roberto Saviano. Invece la giuria dei corti sarà composta da cinque collaboratori della rivista francese "Les Inrockuptibles"."

Il Milano Film Festival ha nuovi spazi a disposizione: l'Arena Civica e la Fondazione Mazzotta. Come mai avete deciso di allargare il Festival coinvolgendo anche altri comuni lombardi?
"Fa parte del progetto creare una rete di collegamenti tra Milano e il territorio circostante, rendendo l'evento più accessibile anche a chi è fuori dal centro. Ai soliti spazi si aggiungono le Torri Bianche di Gratosolio, e le piazze di Agrate Brianza, Mantova e Monza."

Il Milano Film Festival si inserisce dunque in un progetto più ampio, che coinvolge anche il Comune di Milano. L'Assessore allo Sport e ai Giovani. Giovanni Terzi ha le idee chiare: " Milano deve porsi come una vetrina per i giovani registi della scena indipendente, lasciando spazio ad altre iniziative. Quindi Milano non sarà solo Milano Film Festival. Stiamo cercando di costruire una rete più ampia di eventi per promuovere la creatività giovanile italiana anche a livello internazionale."

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