Intervista

Intervista a Attilio Corsini

La passione per Woody Allen, il malessere del teatro, lo sperimentalismo, proposte

Attilio Corsini è un nome legato dello sperimentalismo italiano. Nel 1977 ha cofondato la compagnia Attori e Tecnici, che ha fatto parte della controcorrente del teatro italiano. Abbiamo incontrato Corsini al Teatro San Babila dove è in scena con lo spettacolo Sesso e bugie, ultimo lavoro di Woody Allen.

Perché ha scelto Woody Allen, non è un autore sul viale del tramonto?
"La scelta è caduta su Woody Allen  perché è uno degli autori contemporanei più interessanti del panorama brillante-comico. Non credo che sia sul viale del tramonto in quanto ha degli umori e delle tensioni che riescono in maniera graffiante a raccontare il male e il disagio contemporaneo. Il rapporto con la sua drammaturgia si è sviluppato cinque anni fa con trittico che abbiamo rappresentato, che includeva un suo testo".

Corsini, perchè ha il dente avvelenato nei confronti della stampa?
"Perché accendi la televisione e la prima cosa che vedi su un tg nazionale sono le previsioni del tempo. Di teatro se ne parla sempre di meno. E’ un problema della cultura in generale che tutti noi paghiamo. E noi che facciamo questo mestiere lo avvertiamo sempre di più".

Perché il teatro si allontana sempre di più dal vortice mediatico?
"Il teatro non è mai appartenuto al nostro vivere quotidiano. Non ne possiamo più di determinati ragionamenti. Magari per attirare stampa e pubblico sei costretto a mettere un certo nome in cartellone e rinunciare ad un bravo attore, poco conosciuto, ma che è padrone del suo mestiere. Il reality show sta invadendo tutto".

Quale potrebbe essere una soluzione?
"Il teatro è sempre più isolato, sembra essere diventato un monologo continuo di fronte ad un pubblico distratto. Far parte di fenomenologia di massa non è possibile perché il nostro è un mestiere che si basa sul rituale. Occore tornare ad essere in movimento. Sono convinto che non ha senso diventare come le grandi catene di distribuzione. Dobbiamo essere piuttosto come il piccolo ristorante sotto casa dove o si prenota il tavolo o si rimane fuori".

Che tempi erano quelli in cui la compagnia Attori e tecnici ha iniziato?
"Era l’epoca della ricerca, noi ci battevamo per andre fuori tempo e fuori moda. Noi siamo nati negli anni in cui si combatteva contro lo star-system delle grandi compagnie. Allora, avevamo un motivo contro cui combattere. Oggi mi sembra davvero tutto piatto. Si tratta di ricostruire".

Perché mancate a Milano da molto tempo?
"Veniamo smepre meno a Milano perché lavoriamo al teatro delle Vittorie di Roma, che è il nosto punto di riferimento. Torniamo al teatro San Babila con entusiamo e stima che nutriamo nei confronti della gestione di questo spazio milanese."

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