Intervista a Annig Raimondi

Una vita per il teatro: al timone di una realtà, guardando sempre avanti

Annig Raimondi è fondatrice e direttore artistico del Teatro Arsenale. Una vita per il palcoscenico tra provocazioni, slanci per il futuro, in uno sguardo sempre positivo.

Annig, lei è una donna coraggiosa. Mentre Milano salutava i freddi anni di piombo, lei ha fondato il teatro Arsenale. Da dove viene tanto coraggio?
Più che coraggio direi  incoscienza. Non sapevo certo cosa mi aspettava ma le sfide mi sono sempre piaciute. E poi non ero sola. Oggi ci vuole davvero coraggio".

Cosa è cambiato dalla parte degli attori e del pubblico all'Arsenale dal 1979?
"Si dice che le cose  si ripetono uguali in modo ciclico, ma per me cambia tutto. Ogni dieci anni circa le cose cambiano e per lo più in meglio: esperienza, duttilità, affinità elettive. Sono ottimista. Il pubblico è più attento alle scelte e quindi pretende di più, altrimenti ti molla".

Cosa significa per una donna essere al timone di una realtà teatrale?
Essere un po' Papa, un po' prostituta, un po' politica, un essere mutante.

Il maschilismo imperversa anche nel suo settore?
"Sì. La capacità delle donne di rinascere dalle proprie ceneri è molto utile".

Lo diciamo? Tra pochi mesi spegne cinquanta candeline ed ha una bella
carriera alle spalle. Un collage di tante esperienze…
"Guardo avanti, c'è ancora tanta strada".

E' più complicato dirigere o fare il mestiere dell'attrice?
"Applico per entrambi i ruoli il termine giocare che hanno le altre lingue come l'inglese e il francese".

Ha fatto parte del cast della Voce della luna, l’ultimo film di Federico Fellini. Che aria ha respirato?
"Di una grande famiglia che si diverte e fa divertire".

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