Intervista a Andrea "Poncho" Pontiroli

Il direttore artistico del Circolo Magnolia ci racconta del locale che è fuori Milano ma al centro dell'Europa

Appena fuori Milano, sulle rive dell'Idroscalo c'è un locale piccolo ma accogliente, con tante belle idee che gli frullano in testa e le riesce a realizzare con tanta pazienza e buona volontà. Sarà per la programmazione eclettica o per il costo economico dei biglietti, ma quest'estate il Circolo Magnolia ha fatto il pieno di presenze. Abbiamo chiaccherato con Andrea "Poncho" Pontiroli, direttore artistico del locale.

Quando è cominciata la tua esperienza come direttore
artistico del Circolo Magnolia?
"Ho cominciato da quando è nato il circolo. Il gruppo che si occupa
del coordinamento artistico è composto da me e da altre quattro persone"

In cosa consiste il tuo
lavoro?
"Mi occupo del coordinamento e del management. Seguo lo sviluppo delle idee, intrattengo
relazioni costanti con i nostri collaboratori e i collettivi, vaglio le proposte"

Che criteri di
selezione usi per scegliere gli artisti da mettere in programma?
"Scelgo tutte le novità possibili,
il criterio è non proporre le solite cose. Un'altra cosa importante è selezionare promoter che la pensano come noi, cioè che vogliono cambiare le vecchie regole"

Qual è lo spirito con cui è
iniziata questa esperienza?
"L'idea è di fare eventi che ci piacciano a prezzi possibili e
immaginabili, fino a un paio di anni fa un festival di musica elettronica a dieci euro era inimmaginabile. Il nostro spirito è espresso nel fatto che siamo un circolo ARCI, gli utili vengono reinvestiti in strutture e per pagare in modo adeguato le persone. Questo ci permette di ragionare su periodi di tempo allargati"

Affermate orgogliosamente di essere Fuori Milano ma al centro dell'Europa. Come si
fa ad essere all'avanguardia?
"Bisogna viaggiare in Europa e imparare, guardare i festival e i
locali, prendere spunti sugli allestimenti, le idee e la gestione"

Quali sono le principali
differenze tra l'approccio alla nightlife italiano e quello europeo?
"In Italia durante la
settimana non si esce molto, si preferisce il week end e c'è l'idea che gli eventi debbano cominciare tardi. All'estero i concerti iniziano alle sette, le persone ci vanno per fare qualcosa di interessante, socializzare, non esiste solo cultura del dancefloor. Molti locali riescono a fidelizzare il cliente, vai in un posto e ti fidi delle loro scelte sulle nuove proposte"

Qual è il
punto di forza del Magnolia?
"Direi che è l'atmosfera. La gente ormai viene senza sapere cosa c'è
in programma, si conosce gente, ci si rilassa. Non è un locale esclusivo, anzi siamo esclusivi perché non escludiamo nessuno"

Nel corso degli anni il vostro pubblico ha subito un'evoluzione?
"C'è stata un'evoluzione, all'inizio venivano solo i nostri amici. Il primo anno c'erano ancora i lavori e avevamo pochi mezzi economici, la crescita è avvenuta giorno per giorno. Adesso il pubblico più ampio e variegato, ci sono mille tipologie diverse e ci possono stare tutte"

Facciamo
un bilancio dell'apertura estiva...
"L'estate è andata bene sicuramente meglio di quanto ci
aspettavamo, anche le serate in settimana sono state ben frequentate, abbiamo fatto più di 250mila presenze"

E ora qualche anticipazione sulla programmazione invernale...
"Il Circolo riapre il 30
ottobre, sono confermate le varie rassegne come Milano Brucia, poi ci saranno molti concerti, anche grossi. L'obiettivo è di ampliare il canale con l'estero"

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