Intervista a Almamegretta

Creatività e Napoli: Gennaro Tesone e Paolo Polcari ci parlano del nuovo "Vulgus" e della loro città

Esce il 28 aprile Vulgus (Sanacore/Arealive), il nuovo album degli Almamegretta, storico gruppo napoletano, nato nei primi anni '90, adesso formato da Gennaro Tesone e Paolo Polcari.

La copertina del vostro album, Vulgus, è un'opera d'arte: a destra la siluette di un testa (il pensiero?), a sinistra un arto, (l'azione?)... Qual è il suo messaggio?
"E' stata realizzata da Mimmo Paladino, artista della Transavanguardia che espone ed ha esposto in tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti. Mimmo è abituato a rapportarsi con la musica da lungo tempo. Quello che ci accomuna è il rapporto con il passato, inteso non come freno alla creazione di linguaggi nuovi, ma come confronto dialettico per capire il presente e i suoi conflitti. Come spesso accade per un'opera d'arte il cossidetto messaggio è aperto a molteplici interpretazioni soggettive. Per me le immagini della copertina di Vulgus si ispirano agli ex-voto che si trovano in centinaia di teche e chiese qui nel napoletano. Sono simboli, rappresentati in stile tutt'altro che realistico, di una grazia chiesta su una parte del corpo umano". 

Cosa significa fare il vostro tipo di musica oggi?
"Stare coi piedi ben piantati nella realtà circostante e la testa che si perde nelle fantasie e nei sogni più assurdi e irrealizzabili, mentre il cuore ti dà il ritmo con cui coniugare questi due elementi che possono sembrare così distanti solo apparentemente".

Secondo voi la creatività può avere un limite? Ci ritroveremo mai un giorno a dire che è stato fatto tutto?
"Le cose sono in continua trasformazione. Il nuovo viene dal vecchio e diventerà a sua volta passato. Oggi più che mai i linguaggi che sembrano nuovi sono sempre più frutto della commistione di elementi già esistenti che, mixati in giusta misura, possono dare origine a qualcosa che prima non esisteva".

Tralasciando il luoghi comuni, davanti a cosa avete voglia di urlare "basta!"?
"Basta all'ostilità e diffidenza rispetto a quello che non si conosce".

Alla luce degli ultimi fatti, se vi chiedessero di riscrivere Napule è di Pino Daniele, cosa secondo voi è da aggiungere o eliminare?
"La canzone di Pino scritta tanti anni fa è ancora tremendamente attuale, quindi non c'è bisogno di aggiungere o eliminare alcunchè. Questo dimostra com'è difficile dare una svolta positiva a una città come Napoli, che è stata sottoposta a mille umiliazioni, minandone le sue potenziali capacità di ripresa".

Avete attraversato gli anni '90. Cosa ha significato per Napoli quel periodo?
"Qualcuno ricorderà che in quegli anni si parlava molto di "nuovo rinascimento napoletano". Ed in effetti si respirava in città un'aria densa di speranza, ispirata da segnali di rinnovamento sia nella politica che nella cultura, nelle arti. Poi col tempo tutto è stato ricacciato indietro e siamo arrivati a respirare un'aria densa non più di speranza, ma dei miasmi emanati dai cumuli di immondizia che hanno assediato la città. E questa è l'immagine che può rendere al meglio l'ingloriosa fine del cosiddetto rinascimento napoletano. Per il momento quella che era la scommessa puntata su Napoli come moderna metropoli del Mediterraneo è andata irrimediabilmente persa".

Il colore dominante il vostro sito ufficiale è il nero, in Myspace invece il rosso: scelta voluta o casualità?
"In effetti il nero e il rosso sono i colori che più ci piacciono; infatti il nostro logo, che è anche quello della nostra etichetta discografica Sanacore, è rappresentato dalla dea Tanit in rosso su sfondo nero".

Vi piace venire a suonare a Milano?
"Milano ci ha accolto sempre molto bene nelle innumerevoli volte che abbiamo suonato in città. Tra l'altro noi che amiamo la commistione di culture e costumi, abbiamo trovato questa città come un laboratorio in cui l'incontro (o talvolta lo scontro) tra realtà differenti è particolarmente attivo".

Secondo voi, quali sono le tre cose più belle del capoluogo lombardo?
"La sua vocazione di metropoli europea, il suo dinamismo e i suoi ristoranti pugliesi".

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati

Correlati:

www.almamegretta.net
www.myspace.com/almamegretta